Fame? No fame. TgsCrew Experiences e chiacchere. – II PARTE –


TGS

Ho visto muri e muri su cui un’identica sigla veniva ripetuta fino allo sfinimento, modificata tra sbaffi e grazie. Dunque non posso non chiedervi: cos’é questa “sconosciuta e misteriosa” TAG?
E: E’ il tuo alter-ego che ti veste e…
S: No, ma quello è il suo nome! L’alter-ego è Isaia Capobianchi…
E: Sì è vero, è anche una cosa brutta quando non la puoi esprimere come la tua vera identità…
S: …anche perché quando disegni non fai quello che fai tutti i giorni, ed è quella la vita vera.
E: Quando dipingi sei semplicemente te stesso e lì ti senti vivo. Roberta, comunque scrivi che Smoke13 non sa scrive’ co’ le bombolette!!
…ancora ridiamo, D. ci ha portato del vino e di tanto in tanto interviene, perché sta diventando sempre di più una gran bella chiacchierata…
S: Sì, è vero. Io non sono un calligrafo con le bombolette, non sono capace! Quello è il mio tallone d’achille.
E: …e il mio qual’è?
S: La pazienza di fare le sfumature (e per questo lo invidio eh) ma lo vedi che sta là e poi lascia stare, non gli va… si stufa proprio!
Perché fate quello che fate? Tra l’altro in un modo non propriamente convenzionale e faticoso.
E: Faccio quello che faccio perché è la cosa più personale che sento, non definendola. Come quando dici ad una persona “ti amo” e quella ti chiede “perché?” …non può esistere definizione. non c’è un perché!
S: …io lo faccio perché me lo hanno imposto!
…Francesco quando interviene è sempre uno spruzzo d’acqua fresca, ci fa scoppiare a ridere poi riprende…
S: …no, io faccio quello che mi emoziona, quindi lo faccio perché mi emoziona.

loro

Quanto dura una bomboletta?
S: Bah dipende da quanto la sbazzichi!
E: Il tempo di un’intervista…
S: …pure quindici anni…
E: …le bombelette rubate a Temafer di Chieti….
S: …ambè, io ce l’ho ancora!!
…ci interroghiamo sul da farsi, se mettere o meno il particolare di questa bravata… poi pensiamo che alla fine sono passati quindici anni.  Ma sappiate, comunque, che ne ometteremo delle altre; con i writers non si sta mai tranquilli…
Ma insomma, cosa sono i graffiti?
E: I graffiti sono una cosa strana, lo spray è l’immediatezza. E’ una sfida perché ha dei limiti tecnici, devi muoverti velocemente, soprattutto per Francesco che fa ritratti…
S: …lui è più immediato ma il mio ragionamento è più lungo, da quando tracci la linea a tutti colori e i passaggi tonali che usi…
…e questo con lo spray come lo fai?
S: …è una questione di dettagli, di proporzioni e tecnica; se sbagli anche solo un centimetro è la fine. Ormai io non schizzo nemmeno più, ho la foto e dalla foto vado direttamente sul muro.
E: Beh, consideriamo anche che Francesco s’è comprato un pc all’età di trentadue anni eh…
Ah ecco, questo scriviamolo! Rende benissimo diverse idee…
E: Lo spray a livello artistico è materico. E’ bello che si veda sia fatto a spray, in ogni disegno vedi lo spruzzo che compone l’immagine.

estaportraitbysmoke13

Lo spazio su cui si lavora, in senso di grandezze, ha importanza?
S: E’ importante, cose che fai su piccoli spazi non puoi farle su un muro. Il muro è un’altra cosa. Ho fatto per un mio amico una piccola parete domestica…

PuttiniSmoke13

…e m’è piaciuto, ho scoperto un nuovo modo di miscelare i colori, ma non è stata la stessa potenza che mi dà un muro grande o lo spray stesso.
E: …già è troppo bello passare la tinta che prepara la murata!
S: …infatti il muro finito non è bello come quando lo inizi, le linee, le tracce che ti dai… ma la murata finita non ti dà la stessa sensazione di quando la vedi nascere… quasi fare la foto alla fine ti dà fastidio!
E: …quando tu riesci a fare la tua idea precisa, esattamente sul muro è come proiettare una visione…
S: …pensa che un mio amico, pochi giorni fa, mi ha chiesto se attaccavo un poster sul muro. Io l’ho ringraziato perché mi ha dato uno spunto per come fare tra quarant’anni! Questo perché molti non capiscono l’importanza del graffito, molti credono che la traccia sia il graffito finito…

TGSCREWTraccia

 …questa è una tecnica che ho inventato io, ma è solo l’inizio di quello che faccio poi sul muro!
…mi accendo un’altra sigaretta, Francesco decide che forse, dopo vent’anni, ricomincerà a fumare…
Quando avete cominciato voi?
E: Ufficialmente noi ci siamo fondati nel ’98. Era un bell’anno quel numero m’è sempre piaciuto!
S: Sì, sai 2000 che palle!
… la fissa che hanno i writer dei numeri…
Ma nel momento in cui non si decide più di “rubare” uno spazio, come si fa con le istituzioni?

E: Il graffito non viene visto come arte purtroppo…
Spesso l’arte non viene vista come arte…
E: …ma per la nostra arte è come fossero miopi, solo che per noi è più difficile, le istituzioni non ti danno spazi se non gli garantisci quello che farai. L’istituzione si sente sempre in diritto nel dirti come devi fare, questo solo perché il nostro lavoro sembra spaventi… parli con assessori e ti fanno riferimenti al mosaico…
S: …una volta abbiamo perso mesi perché volevamo ridipingere un parcheggio comunale e alla fine non ci siamo riusciti… ci siamo scontrati con una realtà ottusa, il disegno secondo loro addirittura distoglieva l’attenzione di chi guidava dentro al parcheggio, così capisci che ti trovi…
E: …hanno dei pregiudizi e il loro pregiudizio nasce dall’ignoranza sull’arte dei graffiti.
S: …quello che ammazza tutta questa creatività e che devi scontrarti con persone che usano solo un loro soggettivo metro di giudizio, questo non ti permette di fare niente, non sanno valorizzare l’arte. Degli artisti nazionali hanno decorato sia l’interno che l’esterno della Stazione FS di Nuovo Salario a Roma, scegliendo loro stessi i disegni, ma questo perché qualcuno ha riconosciuto il valore della loro arte.
E: …il paradosso è che noi abbiamo dipinto e partecipato più fuori la nostra città che dentro.
Questo per il senso di appartenenza che ha un writer del territorio è frustrante?
E: In parte sì, è frustrante.
S: Questa gente ammazza l’arte.
E: …comunque se il ruolo di un’istituzione è quello di fare da garante, noi certo non abbiamo mai trovato riscontro… e noi come molti altri abbiamo dovuto fare per conto nostro. Si spera che in futuro qualcosa si possa fare ma deve cambiare l’approccio. Anche perché noi siamo artisti e non siamo abituati a dover far fronte a queste cose, ed è un aspetto relazionale che ti costa sulla tua tranquillità.

Tu vorresti solo disegnare!

prima

Io stacco le mani dal pc, decidiamo che così può bastare…
Ci guardiamo nel bene tutti e dopo poco, da dentro ci ritroviamo di nuovo fuori.
Esta e Smoke13 mi riaccompagnano a casa ed io non posso fare altro che ringraziare questa città complice e loro.


Esta (Isaia Capobianchi)
Smoke13 (Francesco Spissu)
Sito web: www.tgscrew.com
Pagina FB: TGSCREW
Info e contatti: info@tgscrew.com

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5 pensieri su “Fame? No fame. TgsCrew Experiences e chiacchere. – II PARTE –

  1. Pingback: TgsCrew interview on Wsf (wordsocialforum.com) | TGSCREW

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