Collettivo WSP: la fotografia come progetto – come collante


collettivoWSP

Come nasce questo Progetto?

Questo progetto nasce dalla “pazzia”  di 5 amici che nonostante la crisi e le difficoltà si incontrano e decidono di inseguire un sogno e la loro passione, la fotografia. Avevamo voglia non solo di fare fotografia ma anche di divulgare la fotografia. E’ stata una necessità fisica, ma anche la voglia di confrontarsi, di dire ce la possiamo fare, quella di creare l’associazione e di iniziare ad insegnare non solo a scattare una foto formalmente perfetta, ma anche la capacità di sapere leggere la fotografia, capire cosa c’è dietro.La pazzia continua ed aumenta abbiamo mille idee ogni giorno e cerchiamo sempre di metterle in atto.

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Ho letto di un luogo, dove svolgete l’attività principale dell’associazione, ma fate anche altro…

Dopo un paio di anni un po’ nomadi tra varie realtà romane dove organizzavamo i corsi o gli incontri con gli autori, abbiamo trovato “casa”. Non uso la parola casa a caso, ma è un po’ la nostra idea di sede. E’ un po’ come se fosse una seconda casa per i nostri soci, visto che per noi 5 già lo è, ma anche dove si respira un clima di familiarità, di amicizia, di spontaneità. Poi non nascondiamo la voglia che sia un po’ la casa della fotografia. Nella nostra “casa”  si svolgono le attività didattiche che vanno dai corsi base per adulti e ragazzi ai laboratori, fino ad arrivare ai workshop di approfondimento. Queste sono le attività principali dal punto di vista dell’organizzazione e della gestione, ma non facciamo solo questo. Organizziamo incontri con autori e con tutte le figure che ruotano attorno al mondo della fotografia, come direttori di giornali, photoeditor. Organizziamo anche mostre con autori emergenti per dare visibilità alle nuove generazioni .Tutte le nostre attività rientrano nella nostra idea di intendere l’associazione culturale come veicolo per ampliare la cultura fotografica, che onestamente è un po’ scarsa.

 

workshop

Viaggi Fotografici, workshop dell’anima?

Contestualmente all’organizzazione dell’attività didattica abbiamo iniziato ad organizzare dei viaggi fotografici o workshop dell’anima, questo perchè bisogna mettere in pratica sul campo quello che si è imparato. Abbiamo una ampia scelta di workshop con situazione differenti uno dall’altro. Ad esempio il workshop di Cuba racchiude in sé più tipologie di fotografia si và dalla streetphoto al reportage più classico. Ma anche il workshop in Etiopia ha più piani di lettura si và dalla foto paesaggistica, fino al reportage antropologico o alla street. La nostra capacità sta nel far vedere ai partecipanti che esistono sempre più piani di lettura  di ogni situazione.

Perché “workshop dell’anima” perché senza anima non si và da nessuna parte tanto meno a fare fotografia. Diciamo che il significato di “workshop dell’anima” può essere spiegato in una frase di Charlie Parker che a me piace molto citare:

“Impara tutto sulla musica e sul tuo strumento, poi dimentica tutto sia sulla musica che sullo strumento e suona come ti detta l’animo”.

Questa frase si può trasportare sulla fotografia ed è un po’ quello che noi cerchiamo di insegnare ai nostri alunni.

Rigraziamo Massimiliano Tempesta, per aver redatto l’intervista e il collettivo tutto per averci dedicato del tempo.

http://collettivowsp.wordpress.com/
http://thelowfiproject.ning.com/

(articolo a cura di Antonella Taravella)

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