MARIANGELA MELATO, sapevi fare tutto – di Cristina Capodaglio


Mariangela: “non so cucinare, non so stirare, non so pattinare, non so guidare, non so nuotare… non sono modesta, ma da attrice fingo! ”
I critici: “è una scheggia!”.
Mariangela: “…me lo sono guadagnata… approfondire me stessa, migliorarmi… me lo ha permesso questo mestiere.
L’amore? Importante, tuttavia mai compromessi…. meglio sole, non è il massimo, ma ci si può riuscire…
Figli? Sono dotata di un sano egoismo e potrei fare solo l’attrice… amo i figli degli altri e sapevo che non sarei mai stata una brava madre o una perfetta donna di casa… ho dato me stessa per il teatro, nessun rimpianto!
Il trionfo finale in scena è tutto e mi rende felice…
Sono una perfezionista incallita, una prima della classe, con gli anni ho preso l’abitudine di avvantaggiarmi e arrivo alle prove a teatro già con la parte a memoria, devo essere preparata… 
Mi commuovo come una pazza, per tutto, sia nel privato che in pubblico…
Amo l’ironia, sono passionale….
Perché il teatro? Invecchiando non si può fare cinema in Italia, non ci sono ruoli, invece a teatro posso…
Adoro andare al cinema e vedo tutto!
Televisione? Un mezzo fantastico…guardo film, intrattenimento in terza serata… la fascia pomeridiana non è eccelsa.
Da bambina sognavo fare la ballerina. Ho avuto un’infanzia turbolenta e quindi ero incentivata a diventare qualcuno… sapevo disegnare, canticchiare… ero molto silenziosa da piccola e sapevo che mi sarebbe successo qualcosa… frequentavo il bar Giamaica a Milano, pieno di artisti e considerato luogo di perdizione.
Lì mi sono formata…
Ho usato più cuore che testa… se credo in Dio?… così, così… approfondirò da vecchia….
Detesto chi mi dice: “ha temperamento”!
Lavia: “Aveva il pregio di essere nata imparata e per capirlo ci vuole tutta la vita!”.

melato 2

Che dire!
Una donna con le idee chiare sin da piccola, che ha ben coltivato il suo lato maschile e quindi troppo indipendente per fare compromessi di moglie e di madre.
Forse è questo è il motivo per il quale non si è mai sposata.
Una persona seria in scena e nella vita privata che ha dedicato sé stessa per l’arte e ha dato tutto.
Solamente questo “può” fare una vera artista!
Una donna fuori dalle convenzioni.
Ha messo d’accordo persino critica e pubblico.
Personalmente la ricordo sin da bambina per le immagini del film “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” e devo dire che l’ho sempre preferita nelle parti comiche.
Donna di grande ironia, come Monica Vitti, capace di ridere di sé stessa e scherzare con tutti.
Definita “anti-diva”.
Era infaticabile per raggiungere la perfezione, non si considerava mai “arrivata” .
Ingenui tali giornalisti che cercano paragoni con un artista del passato o cercano subito un erede per il futuro.
Ogni artista è unico, in quanto persona unica.
Non lascia eredi, solo tracce visibili nel cinema e atti teatrali che scompaiono appena sono stati compiuti.
L’arte effimera del teatro!
Ci mancherà la sua serietà e coerenza, forse troppa coerenza.

di Cristina Capodaglio

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6 pensieri su “MARIANGELA MELATO, sapevi fare tutto – di Cristina Capodaglio

  1. Pingback: MARIANGELA MELATO, sapevi fare tutto – di Cristina Capodaglio « bumbi Media Press

  2. Una grande attrice, un brillante cervello. Ricordo un’intervista dove le chiesero se preferisse la frenesia della città o la tranquillità della campagna. Rispose che adorava la ” pazza folla” e amava sentirsi parte di essa. Non sono molto d’accordo Cristina con quel tuo ” coltivare il lato maschile” . Dal mio punto di vista amare e coltivare la propria indipendenza , scegliere di non essere moglie e madre è un lato femminilissimo, se si pensa che è una condizione che comporta spesso sopportazione e sacrificio, rinunce e fregature più che altro, che molte donne, le più intelligenti aggiungo- non sono disposte ad affrontare. E vogliamo dargli torto? Grazie ancora per questo tuo articolo.

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  3. Cito da uno dei miei Maestri:
    Platone sosteneva che l’amore fosse un desiderio innato per riformare l’unità della nostra antica
    natura, facendo di due esseri distinti uno solo.
    Il desiderio di vivere con la propria metà è un’aspirazione primordiale presente da sempre
    nell’essere umano. Come racconta il mito, agli albori dell’umanità gli esseri, inizialmente
    ermafroditi, vennero spaccati in due da Zeus a causa del loro orgoglio, della loro tendenza a
    sostituirsi agli dei. Da quel momento Efesto, dio dei metalli, si dichiarò pronto a fondere le parti
    divise, poiché esse desideravano ardentemente ricongiungersi costituendo di nuovo un essere solo.
    Platone allude al racconto mitologico sottolineando come l’intero originario sia costituito da una
    parte maschile e femminile, dalla dimensione corporea e spirituale, sottolineando come questo sia
    da definirsi amore.
    Non c’entra la maternità, dove la penso come te. Intendevo dire che ha tentato di sviluppare il lato maschile per trovare il suo equilibrio.

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  4. Amo Platone. E’ il filosofo a cui io stessa mi rifaccio di più quando scrivo. Che ci sia una simmetria, anche e soprattutto di tipo cerebrale in ogni essere ,uomo o donna che sia , è indubbio. Ma al di là della teoria platonica, mi sembrava che ci fosse un’associazione errata sul binomio ” maschile-femminile” fondata più su convenzioni storiche e sociali che non filosofiche. Temevo fosse una caduta inconsapevole nel freudiano 😀

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  5. Monica Vitti è un’altra grande anima della recitazione italiana.
    Diciamocelo. Queste dame dello spettacolo, se fossero vissute in Paesi dove si RISPETTA l’arte avrebbero avuto riconoscimenti pubblici ufficiali adeguati alla loro immensa bravura e al grande lavoro fatto per lo spettacolo italiano. Un posto “pubblico” nella memoria. Invece sono le memorie economiche e politiche quella che “appaiono” interessare il Belpaese. Che è sempre la patria del Rinascimento e della Commedia dell’Arte, giusto per segnalare le prime cose che vengono in mente.

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