Il Post-Punk e la prima New Wave in Italia – di M.R.


Da oggi seguiranno una serie di articoli che ci avvicineranno alla musica dei vari sotto-generi wave italiani.

jdsuonano

La storia del post-punk italiano inizia sul finire degli anni ‘70 in alcune aree ben delimitate del bel paese per poi estendersi a tutto il resto del territorio nazionale. Per post-punk si intendono principalmente due cose: le sonorità sviluppate ed evolutesi a seguito della deflagrazione del punk inglese targato 1977 (che sarebbero state definite anche e soprattutto come new wave) e quel genere comunemente accettato come base per tutta la dark-wave degli anni 80 (avviato da band come i Joy Division, Siouxsie & The Banshees e Bauhaus). Il punk e il post-punk rompono col rock classico che si era fino a lì sviluppato nel tempo (a partire dall’inizio degli anni 50 fondamentalmente) e gettano le basi per il moderno rock (oggi convenzionalmente definito indie o alternative). Questa nuova corrente musicale incanalò tutto quel mondo giovanile stanco per tutto quello sconquassamento politico e sociale che attraversò il mondo ‘occidentale’ sul finire degli anni ‘70. Molti giovani videro in quella nuova musica lo strumento per continuare a criticare il sistema e una ragione per cercare di restarne fuori. In questo modo molti giovani espressero il loro disagio e molto fu dunque il nichilismo racchiuso nelle loro canzoni.

locandinabolognarock

Timbro stilistico del post-punk è l’uso diverso e nuovo di alcuni strumenti nella ritmica: la chitarra diventa più timida, emerge con forza il ritmo spesso pesante del basso, i synth sviluppati dal progressive nei 70 costruiscono atmosfere più sofisticate, il sax diventa l’urlo straziato imprescindibile per molte formazioni (specie in quelle definite no wave, caratterizzate da un approccio più jazzistico e con caratteristiche affini al post-punk, forse soltanto più funky come ispirazione).

Tutto questo accadde anche in Italia, mutuando il fenomeno dalla deflagrante esperienza post-punk wave sorta in Gran Bretagna (e più in generale nel resto dei paesi anglosassoni) e in altri paesi del nord Europa (Francia, Germania e Belgio in primis), estesasi a stretto giro anche da noi e nel resto degli altri paesi sviluppati.

greatcomplotto

In Italia le prime esperienze post-punk si originarono negli allora primi e favorevoli contesti possibili: Bologna e Pordenone principalmente. A Pordenone arrivò prima che in altri posti il punk e successivamente il primo post-punk wave per la presenza della base militare di Aviano: in questa base infatti erano (e sono) di stanzia soldati anglo-americani che di fatto importarono per primi il nuovo movimento rock anche in Italia. A Bologna preso slancio grazie soprattutto all’intraprendenza dei primi appassionati del genere wave/post-punk (come Oderso Rubini, che da lì a poco avrebbe fondato l’Italian Records). Qui si formarono quindi le prime punk/post-punk/wave band dello stivale. Fra i primi gruppi vanno annoverati i Gaznevada, i Luti Chroma, Windopen, Skiantos, Confusional Quartet e tutte quelle band pordenonesi che sarebbero state integrate sotto il comune denominatore di ‘The Great Complotto’ (dal nome dato alla prima e celebre compilation post-punk wave che raccolse le prime band pordenonesi).

Diaframma+Litfiba-firenze

A latere di queste due realtà, in maniera meno organica, cominciava ad originarsi qualcosa anche in altre parti d’Italia, specialmente nel centro-nord del paese. Nel 79-80 il genere attecchisce anche a Firenze dove, grazie a band come i Diaframma e i Litfiba, il post-punk riuscirà a scrivere delle pagine molto importanti nello scenario wave italiano (in specie con altre band dal grosso potenziale: come i Neon, Rinf, Karnak, Polyactive. etc..). Molti da questo momento parlano di Firenze come la capitale del post-punk e più in generale della new wave italiana. Ciò è dovuto non solo all’aspetto musicale, che qui davvero riuscì a far scuola, ma a tutto quello che venne costruito intorno a questo nuovo movimento rock: sfilate di moda, rappresentazioni teatrali, festival e rassegne d’arte. Eventi e commistioni che sarebbero state riprodotte anche in altri contesti nazionali ma senza la visibilità internazionale che forse ebbe Firenze, che tra l’altro in quegli anni ospitava musicisti wave già affermati nel panorama internazionale (come Steven Brown dei Tuxedomoon e altri) che venivano qui a trarre ispirazioni o a respirare l’atmosfera elettrica che c’era allora nella città.

Pian piano crebbero comunque altre scene in tutto il resto del paese: a Torino, a Milano, a Roma, a Genova, nel perugino, a Treviso, fin giu’ nel sud e nelle isole del paese (encomiabili in tale area le realtà costruite a Napoli- con la famosa Vesuwave- a Catania, a Crotone e nella puglia). Giusto per ricordare le scene più importanti e più ben amalgamate.

Dappertutto attecchiva dunque il nuovo rock proveniente da oltre manica.

Va fatto notare comunque che all’inizio fu principalmente un fenomeno di copiatura pura e semplice, con un’alta dose di foklorismo e sperimentalismo (comunque interessante) dove si cantava prettamente in inglese e si scimmiottavano le mosse apprese nei primi video-clip punk wave (giunti sempre dalla lontana terra albionica). Solo col tempo il nostro movimento riuscì ad elaborare un percorso del tutto autonomo e rispettabile. Tant’è che oggi la wave italiana è molto rispettata all’estero anche se ancora poco conosciuta. Ecco il motivo per una serie di compilation sui vari sotto-generi wave italiani che qui presentiamo in diverse puntate, sperando di incontrare l’interesse di quanti seguono questo blog. La musica è anche cultura. Chi di voi non ascolta musica mentre è intento a gustarsi una buona lettura? Con questa piccola iniziativa speriamo di fornire lo spunto per cercare qualche nuova colonna sonora da associare allo scorrere delle vostre pagine e di inoltrarvi all’ascolto di ottima musica italiana, ancora oggi, nel nostro paese, rimasta fin troppo underground, purtroppo.

Ascoltate

Dark Tales – 1984
Dirty Actions – Bandana Boys
Gaznevada – Blue Tv Set
Dissolutio Humani Generis – Psico
Definitive Gaze – The Wire Blaze
Diskanto – Trafficanti
Vox Rei – Fear
Litfiba – La preda
Neurox – Raving Night
Pale Tv – Night Toys
Polaroid – Vita Immaginaria
After Budapest – In The Firedance
Marte in Ariete – Ultimi fuochi
Underground Life -Glass House
Spleen – Searchin’ For Love
Diaframma – Siberia
Viridanse – Justine
Mickeranno – Da un’altra parte
Panjandrum – A Grey Landing On a Country

di R. M.

(Questo articolo è stato riscritto da M.R. per WSF, in altra forma e in lingua inglese è precedentemente apparso qui: http://nightmares-on-wax.blogspot.co.uk/)

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7 pensieri su “Il Post-Punk e la prima New Wave in Italia – di M.R.

  1. Spero che MR passi di qui, perchè lascio qui un piccolo quesito, donatomi da un amico…come mai non ha accennato ai Cure e ai clash come gruppi a cui potersi formare? erano importanti anche loro a quei tempi.

    Rispondi
  2. M.R. è qui..la risposta è semplice..i Cure c’erano già nel 77 (con un altro nome) e nei fine settanta ma certamente non furono all’inizio influenti come i Joy Division i Bauhaus e Siouxsie..lo furono in particolare dall’inizio degli 80 e segnerano anch’essi un’epoca, quella della darkwave..dei Clash cosa dire, loro sono certamente molto importanti per tutto il rock moderno più per tutto il punk rock alternative successivo più che per il post-punk propriamente detto di quegli anni..poi potevo citare tante altre band che sul finire del 77 e col 78 andarono oltre il refraine punk, tipo: Public Image Ltd, Gang of Four, Wire, Magazine..di gruppi padri del genere ve n’erano parecchi..in Italia l’unica band già su questa via in quegli furono i Gaznevada..questo è quello che ha tramandato la storia e che mi è stato dato di sapere…spero di aver risposto compiutamente..al prossimo articolo, questa volta sulla scena più dark, ovvero quella goth rock…

    Rispondi
  3. Un’altra precisazione, soggiunta dopo: è chiaro che in questa compilation vi sono pezzi realizzati anche nei tardi anni 80 e che quindi hanno sicuramente attinto, in termini di influenza, a tutte le formazioni maggiori del post-punk internazionale che sono sbarcate da noi successivamente a quel biennio e che ripeto però non sono state di primigenea importanza nell’affermazione del genere…i Cure hanno dato una grossa mano ad espandere il movimento (soprattutto nella prima metà degli anni 80), ma quando il genere era già stato codificato e lanciato da altri…

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  4. ed ecco qui la “persona” !!! 🙂
    Hai fatto dei riferimenti specifici al “genere post-punk” che per alcuni critici di rolling stone ecc..valgono per i gruppi che hai citato nel primo commento ( PIL ecc..), mentre Bauhaus e Cure vengono messi nello stesso filone, avendo iniziato nel 78/79/80. Siuxie è sicuramente presente in ogni analisi. Che poi è una questione “tecnica”, che non mi interessa, questioni di lana caprina 🙂
    Il suggerimento/quesito ( da uno che c’era ), riguardava solo la sottolineatura dell’impatto della musica dei Clash prima e dei concerti del 1980 poi, come stimolo, potenza scenica, forza di cambiamento.
    In quegli anni c’era un gran calderone creativo, che metteva insieme anche in concerto gli Skiantos ed i Gaznevada, due concetti diversi, ma di forte rinnovamento..
    I Clash furono di grande ispirazione e di esempio, valeva la pena citarli.
    Un bell’articolo, su di un periodo molto arrembante, difficile da descrivere anche cronologicamente.
    Grazie 🙂

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  5. Salve Furio,

    Ovviamente non era mia intenzione soffermarmi troppo in tecnicismi cronologici per non appesantire troppo l’articolo..ne ho citati soltanto 3 nell’articolo per dare alcuni riferimenti sugli iniziatori del genere…se mettevo i Cure saresti stato più contento, ho capito 🙂 …per quanto riguarda i Clash diciamo così allora: per la diffusione della musica rock wave (uso questo termine così comprendiamo tutte le declinazioni possibili: post-punk, new wave, synthpop, etc) anche in Italia sono stati fondamentali con i loro concerti (non dimenticherei a questo punto anche i primi concerti italiani dei Banshees e dei Tuxedomoon), per quanto riguarda la stilistica post-punk invece, direi ben poco..ci mettiamo daccordo così? 🙂
    Spero comunque tu abbia scaricato la compilation e l’abbia trovata interessante…

    I miei migliori saluti e un grazie per il complessivo gradimento

    M

    Rispondi
  6. …dimenticata la scena anni 80 di Taranto , con il celebre documento Taranto – Pordenone ?
    ..Vena , Panama Studios , Hellbound , ed altri …..

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