C’era una volta…di Adriana Pasetto


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C’era una volta un libro dalle pagine ingiallite che di generazione in generazione, di occhi in occhi, faceva sognare, amare, arrabbiare e riflettere. C’era una volta un libro impolverato che le nonne andavano a ripescare nel baule dei ricordi per portarlo in dono all’ultimo nipote, per leggerlo con lui nelle domeniche di un freddo inverno. C’era una volta una poesia, amata o odiata, che lentamente si insinuava nelle nostre menti, con quell’inchiostro di china capace di tatuarsi nella nostra memoria.

Tutto questo c’era una volta ed ora non c’è più. Ammettiamolo anche noi, eterni romantici e sognatori. Alcuni di noi ancora vivono in un tempo passato, tra le pagine di un libro eterno, faticando nel dare spazio ad una cultura vista ormai come obsoleta – neanche fosse l’ultimo aggiornamento di Whatsapp– e superata. Il libro, specialmente se vero strumento di conoscenza e cibo per le anime, passa ormai di mano in mano solo in un ristretto gruppo di persone – che chiameremo ‘nicchia’ per questioni di privacy – ben lontano dall’occhio della moltitudine. Non saprebbero apprezzarlo? Probabile che questo avvenga, ma perché non si può dar loro la possibilità di osservare qualcosa di differente?

C’era una volta il libro, oggetto quasi venerato per la sua importanza. Ci sono oggi troppi libri che quasi volgarmente e senza pudore offuscano la magnificenza dell’oggetto, non di per sé ma in sé. Insomma, ammettiamolo – nuovamente – ad oggi si sentono acculturati i lettori di ‘Cinquanta sfumature di un colore qualsiasi che potete aggiungere a vostro piacimento’. Orrore. Un libro – o meglio un insieme di pagine scritte – che ha avuto all’incirca mille mila lettori. Orrore. Lettori? E poi si chiedono perché c’era una volta la cultura ed ora non c’è più. Anche le donne hanno dovuto lottare per poter imparare a leggere, per studiare, e per cosa poi? Per arrivare a poter leggere delle sfumature che di sfumato hanno poco o nulla.

Il libro è un veicolo culturale così come può anche essere – o dev’essere – una pausa divertente tra le difficoltà della realtà. Ma cultura e divertimento possono viaggiare di pari passo e divertimento non è sinonimo di squallore letterario. La cultura è nelle nostre mani ed ognuno a modo proprio può aiutarla a tornare in auge. Esiste la poesia, esiste l’arte e la fotografia così come esistono i vari generi letterari, ognuno con una propria dignità e un proprio valore: si trovano tutti lì, nello stesso posto, subito dietro il primo scaffale della grande libreria del centro che per comodità siete abituati a frequentare.

di Adriana Pasetto

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2 pensieri su “C’era una volta…di Adriana Pasetto

  1. E’ una giustissima riflessione, ma aggiungerei alla tua anche una mia personale opinione . Il libro oggi , soprattutto se edito e scritto da ” emergenti” , è anche uno strumento pericoloso, leggendolo si può anche disimparare l’uso corretto della lingua lingua italiana.

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