CLAUDIO ABATE E IL SUO Bene di Cristina Capodaglio


bene salomè

Finalmente Roma rende omaggio a Carmelo Bene, dopo 10 anni dalla sua scomparsa, con una mostra fotografica al Palazzo dell’Esposizioni.

Il titolo della mostra celebra una nota frase di Carmelo riportata nella sua autobiografia scritta a quattro mani con Giancarlo Dotto: Bene-dette foto! Appunto! Foto scattate da Claudio Abate e che lo avrebbero scagionato dall’accusa di oltraggio.

Per quei poveri (pochi!) che non conoscono il genio di Bene, ricordiamo che la stella ha brillato per più di quaranta anni sui palcoscenici italiani e non solo e chi ha avuto la fortuna di vederlo testimonia ancora oggi con “ferocia” la vera rivoluzione teatrale incarnata dal grande Carmelo.

Attore, regista teatrale e cinematografico, scrittore, opinionista sportivo e tifoso del Milan, la sua comparsa fu da subito riconosciuta come la fine del teatro e l’inizio della messa in crisi della parola. Il testo non più protagonista come nel teatro di prosa, bensì squartato, deriso, ri-scritto, dis-detto dal genio. Via le repliche, via la ripetizione. Solo l’atto nell’immediato svanire, come evento irripetibile del teatro.

La sua ricerca teatrale lo ha portato a rimanere sul palcoscenico solo, come voce corpo, come qualcosa che arriva da un di dentro al pubblico, che è il solo testimone del momento sublime del grande teatro, in oblio e non in grado di  ri-ferire quanto visto o udito.

Ha creato la  “macchina attoriale” de-costruendo le figure dell’attore, autore, regista e usando l’amplificazione come ausilio sonoro e il doppiaggio dei suoi tanti “io”.

Pensando in vita al suo epitaffio Carmelo Bene aveva ripreso un passaggio tratto da Sade: «Mi ostino a vivere perché anche da morto io continui a essere la causa di un disordine qualsiasi».

La mostra è composta da circa 120 fotografie in bianco e nero e a colori, molte inedite e scattate tra il 1963 e il 1973, relative a undici tra i primi lavori di Carmelo Bene, da Cristo 63 alla seconda edizione teatrale di Nostra Signora dei Turchi. Sono foto di scena, alcune scattate su richiesta di Bene per valutare l’effetto del trucco o di un abito o della scenografia.

Sarà l’occhio di Claudio Abate a guidarci sui primi passi mossi sulla scena teatrale dal giovane Carmelo, elementi essenziali per avere una testimonianza altrimenti irreperibile.

La mostra testimonia un aspetto meno noto del lavoro fotografico di Abate, svolto principalmente nel periodo giovanile e quindi prezioso per acquisire elementi e spunti necessari per diventare un grande professionista e quale migliore occasione se non quella di unirsi al genio di Carmelo Bene, seguendo la sua primigenia.

 Jean-Paul Manganaro ha curato i testi del catalogo della mostra.

Dal 4 dicembre 2012 al 3 FEBBRAIO 2013 

Orario di apertura:
Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 – 20.00
Venerdì, sabato: 10.00 – 22.30
Domenica: 10.00 – 20.00
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Giorno chiusura settimanale: lunedì
Giorni chiusura per festività: nessuno

Costo biglietto ridotto
€ 10,00

Costo biglietto intero
€ 12,50

Info tel 06 39967500
Info mail info.pde@palaexpo.it
Sito
: www.palazzoesposizioni.it

di Cristina Capodaglio

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