Anna Maria Giancarli, una voce


Anna Maria Giancarli è un’onda di suono, un grido, una sorta di radiazione di fondo, cosmica, ecco, è come il rumore del vento dentro una grotta, baritonale, che esiste, indipendentemente dal resto del mondo. È una forza dirompente, a tratti, di certo, persistente, in equilibrio ammaliante sulle stanghette delle parole. Non un caso isolato nel panorama poetico italiano ma un lavoro, sapiente, una costruzione, paziente, sul caos armonico del fluire creativo contemporaneo. Anna Maria si è saputa ricavare il suo posto, legittimo, anche sofferto, quel posto però oggi è suo e di nessun altro. La Giancarli è un punto di riferimento nella nostra regione, l’Abruzzo, e una dei protagonisti di spicco della nostra città, L’Aquila.
In questi anni ha pubblicato 10 libri di poesia, tra cui un’antologia di suoi testi tradotti in rumeno. Nel 2007 ha curato le pubblicazioni del volume Elzeviri di Laudomia Bonanni e dell’antologia La poesia femminile in Italia nel 2010 l’antologia La parola che ricostruisce – poeti italiani per L’Aquila, tutte per le edizioni Tracce di Pescara. È presente in numerose antologie, riviste e quotidiani, nonché trasmissioni radiofoniche (“Zapping” di RadioUno). Può vantare le recensione dei più autorevoli critici e scrittori contemporenei (Spaziani, Frabotta, Lunetta, Muzzioli, Carlino, Fontana, Balestrini). È stata inserita nel DVD multimediale Dialoghi con i poeti Sanguineti, Muzziolie Perilli (2004). Partecipa a numerosi festival e manifestazioni, readings e letture pubbliche. Anna Maria, ancora è presidente dell’Associazione Culturale “Itinerari Armonici”, con la quale ha realizzato l’iniziativa multimediale del Poetronics (Poesia elettronica, alla XIV edizione) e Lapoesiamanifesta! in occasione della Giornata Mondiale della Poesia 2012, patrocinata dall’UNESCO. Collabora come critico letterario con i tipi di Tracce di Pescara, curando anche la collana “Segni del suono”, e con il Centro Documentazione Artepoesia Angelus Novus dell’Aquila. È fondatrice e membro della giuria del Premio Letterario Internazionale di poesia “Città dell’Aquila” (intitolato a Laudomia Bonanni) e del Premio Letterario Nazionale “Scriveredonna” (alla XVIII ed.). Lo scorso ottobre le è stato assegnato il Premio di poesia “Franco Cavallo”, organizzato dall’Associazione Culturale Campana, e affidato il compito di segnalare altre sei autrici che con lei hanno dato corpo all’antologia tutta al femminile La poesia come luogo delle differenze, a cura di Alfonso Malinconico (Marcus Edizioni, Napoli).
Minuta di fisico, Anna Maria è corpo di poesia fatto di parole “indocili”, spese al servizio delle questioni di genere, impregnate di una vena politica sana, rivolte sempre alla ricerca del nuovo verso da scrivere. Anna Maria è una voce reale e indipendente.
[riferimenti biografici da La parola indocile, Anna Maria Giancarli, Impronte degli Uccelli, Roma 2011]

Il peso dolce/amaro del momento, un rituale. La creazione.

INQUIETO RITUALE (da I trucchi del reale, Manni editore, 1999)

Immobilità cerebrale vedere e non parlare
stendersi polvere d’oro sugli occhi enumerarsi all’infinito
i perché i percome i perquando
lavarsi i sudori inventarsi un nuovo look demenziale
dovunque massaggiarsi velarsi sentirsi angosciarsi
godersi una fatica lavorarsi una speranza cavalcarsi un delirio
nel frattempo sedersi a teatro a cinema al concerto al cesso
impostare il tempo da aspettarsi scriversi una lettera di ricordi
smemorarsi di tutto imbellettarsi di disperazione
inchiodarsi ai secondi urlarsi di (r)esistere con un’idea in mano

Il carico dell’amore del corpo, significato dalla passione e dal rimpianto del tempo.

ORE 6:30 – AUTO DA FÈ

Filodrammatico il corpo equivoco sconosciuto fin dalla nascita
manifesta segni pavidi di cedimento con ardori-rossori non abbandonarmi
ora naufrago nel mercato melma dello stige una frase
imbellettata può forse farti riemergere ribèllati al fato forse potrai
promuovere un baratto che facciamo forse avremmo potuto partire
e non siamo andati mi sento in colpa eri nuovo compatto rigoglioso
e ti ho trascurato ora ti coniugo al passato oggetto di memoria
d’affezione gioco suono mappa racconti la mia storia ogni centimetro
un video in bianco e blu fai parte di me non devi gettare bombe
americane e volare sono piena di senso e vuota di danze plano
su fogli bianchi imprimo segni navigo in pozzanghere e volo con la
scopa lento pede mi avvio oh principe straccione in tramonto con
balzo cromatico raggiungimi ti tratterò in guanti bianchi
stringiamoci tralasciando le questioni di principio avvinti in un
destino acrobatico un certo savoir faire ci vuole siamo dello stesso segno
zodiacale maniacale vivendo di ricordi compattiamo frammenti
vuoi o non vuoi fonderti col fuoco del mio distico (elegiaco?) in
xerocopie infinite guscio stretto farfalla ninne nanne cantandomi
mima nenie andremo lontano esperti di sete e fame amami ancora

Considerazione del reale, non più che ritmo, e speranza che senso denso dà a quel ritmo.

LO MI COR NON S’ALLEGRA DI COVELLE* (Inediti da Sconfina/menti, Campanotto Editore, Udine 2006)

Grazie ad una seria di risultati – premesso un corollario –
con oculata cura opino l’esistenza d’un sofista
su una serie di parvenze mi soffermo con fatalità
cercando un punto saldo di rilevanza
smemorata di me disarmata
qui non si sfugge si scrive col corpo
in realtà di reale esiste il ritmo
¿adios a-dios claro?
il dolore intreccia nodi e cerco di scovarlo
prima che diventi il mio assassino/altrimenti/
nelle terre di nessuno in balia d’ogni banda
si clonano ipocriti tra farse pubbliche e private
mille e mille lune si chiedono chi ha ucciso la collera
e i nostri pugni in alto a sedurre il futuro
anche i poeti hanno perso fascino e forza nella mente
tristezza avanza/amara persino la neve/
crudeli le piogge d’idiozia tra i doppi e tripli sensi
non è serio a rigore/è forse crepuscolare
ma è tempo di sfidare ancora stelle libere
avvolti da piumaggi allegri – cogitare – con sfarzo
secondo lingua lavata dal marcio della pazienza

* di alcunché, di nulla (da un sonetto di Cecco Angiolieri)

Del momento. Del silenzio che porta con sé tutto il mondo, universale, cosmico, lei custode e padrona.

ELOGIO DEL SILENZIO

Tu vesti il silenzio di memoria da ora tu
gioisci nel dolce ritmo del fluire tu incantato
sempre tu in quieta solitudine aromatica assapori
tu blandisci il corpo / allerti gli scippati sensi / odori
ti rifugi in era silenziosa con ali di carta
in un sogno tintinnante scivoli ed a tratti sparisci
sotto mentite spoglie
mi piace entrare in tale selva coi capelli al vento
con un passo di dea sulle radure lasciare orme leggere
invisibili segni e sorrisi mi piace intonare
in questa stasi densa-liquida mi piace s/vagare
col viso di luci ed ombre increspato mi piace che mi giochi
facendomi frutto vellutato raro come l’oro d’un tesoro
con leggerezza intonata
noi ci apriamo in foreste secolari di silenzio
in questi luoghi silenziamo anche il respiro
noi ascoltiamo assonanze d’incorrotto senso
nel minuzioso esplorare dubbi di sogno diluviamo
il silenzio inseguiamo ombre e folletti carichi di mito
come alberi per desiderio di luce in silenzio svettiamo

Anna Maria Giancarli, una voce.

Chiappanuvoli

 
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