Jhon Stezaker e la percezione delle immagini distraenti


Questo Signore nasce nel 1949 – professore di Storia e Studi Critici del “Royal College of Art” di Londra  sviluppa la sua opera negli ultimi quarant’anni e con essa si pianta prepotentemente nel panorama artistico contemporaneo.

Con questa foto vince, nello scorso settembre, uno dei premi di fotografia più importati al mondo: il Deutsche Börse Photography Prize 2012, spintonando via fotografi di tutto rispetto. Lui che, silenzioso e riservato, non è neanche propriamente un fotografo. Sì, perché Sterzaker nelle immagini in realtà ci entra, le denaturalizza, le scompone. Rende possibili giustapposizioni improbabili che offrono agli occhi di chi guarda scenari che si precisano, magari, solo su una linea. Soggetti, paesaggi, nasi, bocche che diventano nell’opera di questo artista “funamboli”.  Cerca  e cerca, per anni e anni in mercatini delle pulci, fiere della cartolina, negozi di libri usati o bric à brac; cerca vecchi ritratti di star dimenticate o scatti amatoriali dei primi del 900.

Milioni di immagini e di volti di un passato dimenticato. Non si cura di rappresentazioni significative o volti conosciuti, anzi, la sua attenzione si fissa proprio su quelle immagini e su quei volti meno noti volutamente, cercati e ritrovati; sembra quasi voglia offrire ad ogni scelta una nuova possibilità. Ed è anche per questo che le creazioni di Sterzaker, seppur nella loro precisa compostezza, sanno trascinare lo spettatore in una dimensione intima, di elegante nostalgia.

Nel suo ready made ricrea collage che apparentemente trasmettono la loro indiscussa semplicità, ma che, se visti passando attraverso l’intero processo di creazione, si impregnano di assoluta genialità. Quest’artista in ogni sua opera ci impegna ad una visione attenta, sfrutta la percezione e ce la propone come autentica possibilità. Prima ci arrivano i frammenti da lui scelti e con cura “risistemati” e poi l’intera immagine che mai però si definisce completamente.

“Don’t listen to the nonsense you get from art historians, teachers and critics. Just follow what your eyes tell you and what moves you.”

Lui:
nasce nel 1949 in Worcester (UK)
Vive e lavora a Londra.

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13 pensieri su “Jhon Stezaker e la percezione delle immagini distraenti

  1. Credo che questo artista sia fra i migliori esempi di applicazione della tecnica di collage contemporaneo. Sebbene rimandi al passato nelle immagini scelte, la sua tecnica, il suo taglio delle immagini è assolutamente geniale e innovativo, ridà lustro ad un’antica tecnica sfruttata in mille e più modi ma sempre attuale e versatile. Come collagista apprezzo moltissimo l’uso del bianco e nero abbinato al colore, l’interruzione dello spazio fisso che si inserisce in un nuovo spazio creato all’interno dell’immagine stessa. Un mondo nel mondo o per meglio dire sotto-mondi che raccontano storie diverse in un solo “libro”. Bellissima proposta.

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  2. E’ ricercando e studiando tanti artisti che ho scoperto ed apprezzato la tecnica del collage. Pensavo che Teige fosse uno dei più conturbanti, ma anche questo artista che non conoscevo sa raccontare come non mai e spostare divinamente il vissuto su inconsueti piani metafisici. Piaciutissimo.

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  3. Il punto esatto in cui le figure smettono di essere il sé visibile, e si trasformano in sipario, mi reca una sensazione di straordinaria libertà!
    Porca miseria, sei lì, a fare da foto, da immagine fermata nel tempo, da proiezione di chi ti ha fotografato, eppure puoi concederti il lusso di restare nascosto in una parte di te, che alcuno mai potrà indagare, che alcuno mai potrà pretendere, e sei libero.
    Concedi quello che ritieni sufficiente concedere per essere interessante da immortalare e, poi, trattieni per te, e per chi è lì dietro con te, quello che ritieni necessario per restare sconosciuto all’occhio diffuso.
    Stupefacente! Davvero.

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