Inediti di Maria Caggianelli Villani


Piango il Mare      (05-10-2012 Breathe-Cinematic Orchestra)

A bordo del relitto di un vascello.

Piango nel mare,

più salato delle mie lacrime.

Lui le inghiottisce -tutte- in un solo sorso..

Le aspira, come con un bacio.

Un boccone che dura un abisso.

Scuro.

Segreto.

Forse c’è una pianura – sotto il mare-

dove tutte le lacrime si raccolgono.

Ma lì i pesci sorridono.

Respirano dentro il nostro dolore.

Il mio male.

Il tuo male.

E il mondo che guarisce.


Il Passo del Gran Bisogno          (01-09-2012  Putin Vs Valery – Port Royal)

Resta fisso, il solito “noi” delle mie pene.

Fragile come una goccia d’acqua,

e allo stesso tempo forte e pura, come lei.

Questo è il passo del Grande Bisogno,

della montagna più alta.

Chiunque viva,

sogni,

o pianga, ci dovrà passare.

E non fa freddo come qui,

c’è solo una luce accecante:

Luce che non c’è in questo gelido Settembre,

sballato da droghe acute.

Cerco di sorvolare,

ora con le lacrime,

ora con i denti,

l’immenso Virgilio,

troppo alto per le mie braccia stanche.

Se l’angoscia si ciba di me,

allora io mi ciberò di lei.

Tanto l’altro versante della montagna è in discesa.

Che se sei del Bi-Sogno,

almeno siamo in due a sognare.

L’Esercito della Notte     (11-07-2012   Brovver- Of Oceans)

Quante falci nel buio.

Conto gli alberi dei boschi,

ed improvvisamente non mi sento più sola.

Sono qui.

E non sono in qualcosa di enorme,

sono parte di esso.

E la paura fugge terrorizzata.

Si calma solo dopo un po’,

e si schiera dalla mia parte.

No, non saremo mai in troppi:

c’è il cielo con me,

e tutti gli oceani,

e abbiamo tutto lo spazio dell’universo.

Questa notte passa così,

e lascio che la mia sigaretta se la fumi il vento.

Ec(c)o, si annega         (09-07-2012  In Love, Not Limbo-Of Oceans)

Mi faccio largo tra l’ammasso di pensieri che galleggiano nei miei sogni,

come rifiuti in un mare inquinato.

E i giorni colano sul calendario,

come gocce di pioggia su un vetro.

E il vetro sono le mie guance.

Scelgo la mia eco come compagna di giochi.

In faccia a chi dice che si è sempre soli.

Grazie.

Lo so anche io.

Incendio l’aria che mi sta intorno,

che mi soffoca,

e butto la faccia in un secchio d’acqua,

vi respiro dentro.

Scelgo i suoni giusti,

e mi lascio annegare.

Celle Indifferenti        (01-06-2012   Cough Syrup- Young The Giants)

E’ una cosa piccola.

Sotto i passi di mille persone.

Persone svogliate.

Mille indifferenti.

Girano senza occhi,

e con i guanti.

Incuranti di ogni piccolo puntino bianco.

Incuranti dei fiori,

e delle luci,

che cambiano con le ore.

Tutti e mille,

loro sono incuranti delle incudini incandescenti

sospese sulle loro teste.

Quando ti proponi un obiettivo

le deviazioni sono inevitabili.

Si fasciano tutti,

con i lacci delle loro scarpe,

e si strozzano,

nei nodi delle loro cravatte.

Si sono scambiati il cervello con un pallone da calcio,

e per volgere lo sguardo in un’altra direzione,

devono cambiare canale,

poichè chiusi in celle troppo strette

per voltare la testa.

Celle senza buchi,

chiuse a chiave dall’interno,

perchè fuori piove,

o forse nevica.

E fa comunque troppo freddo.

Accarezzati solo dalle gocce del proprio sudore.

Innamorati della filigrana

nei loro pezzi di carta.

Sempre in piedi con le banconote,

ma seduti ad un banco a prendere nota

A presto, vita mia.

Qui          (08-01-2012 Ghost-Nine Inch Nails)

Non succedono solo cose.

Qui succede tutto.

Succedono case e libri.

Succedono luci, stelle

e anche qualche scia lunare.

Qui si va per mare,

correndo a perdifiato.

Qui, lì, e là si sventolano drappi rossi,

non di sangue,

ma di sugo di pomodoro.

Qui ci si imbarazza e ci si sente timidi.

E si devono delle spiegazioni ad alcuni,

mentre ad altri si devono dei soldi.

Il piede nel buco,

e sciogliamo i lacci del collo,

che sono stretti e ci impediscono di respirare.

Qui non siamo a Troia.

E Roma non è a Londra,

ma noi siamo sempre qui,

incastonati nel cemento,

a fissarci con delle espressioni stupide.

E vediamo la luna,

prima riflessa nei vetri che dal vivo.

Noi respiriamo follia

e viviamo di troppa poca arte

e di troppo smog.

Noi, qui dovremmo amare un po’ di più

e pensare un po’ di meno.

E mangiare fiori

e costruire palazzi di carta vetrata

senza finestre alle quali affacciarsi per fumare.

Noi non dovremmo appiattirci come sogliole

davanti alle Chimere;

dovremmo guardarle negli occhi

e cantare loro canzoni per farle addormentare.

Dovrebbero costruire, con la tecnologia e le pietre,

qualche pianeta in più,

così ci sarebbero più stelle da guardare

e meno televisori inutili al plasma

davanti ai quali uccidere la creatività del corpo.

Quante cose ho detto,

con una penna in mano,

e un coltello tra i denti.

Assordata dalle mie stesse lacrime.

Dovrebbero essere i rami degli alberi a grattare il cielo,

e non i palazzi.

Biografia:

Nata Maria Caggianelli a Milano il 30 Marzo del 1994

Ho frequentato la Scuola Media Statale di Via Vivaio di Milano ad indirizzo musicale, e ora frequento il Liceo Statale Virgilio ad indirizzo classico. Da un paio d’anni ho scoperto il teatro che ora occupa il primo posto tra le attività della mia vita.Spero presto di farne un mestiere. Recitare è il mio sogno da quando avevo 12 anni. Suono il flauto traverso dal periodo delle medie senza però aver più preso lezioni. Ho scritto la mia prima poesia nell’Ottobre del 2010 dopo lo spettacolo che mi ha fatta interessare al teatro che prima non conoscevo. Dal 2008 frequento il Laboratorio Teatrale presso il mio liceo, e nel Marzo 2012 ho avuto un ruolo come attrice in una produzione indipendente del “Pinocchio” realizzato da Teatro Giovane Produzioni, a Milano. Nell’Aprile del 2012 ho partecipato al concorso di poesia organizzato dal Liceo Statale Virgilio ricevendo una menzione.

Annunci

2 pensieri su “Inediti di Maria Caggianelli Villani

  1. Righe mature, data la tua età. Non ti soffermare troppo sul dolore, e’ un rischio. Di noi donne.
    Vola più in alto o potresti essere collocata in una “quota rosa”.
    Mi piace l’idea di una “pianura sotto il mare che raccoglie le lacrime”.
    Lascia le lacrime al vento e ora dimentica le mie parole.
    Sarà la vita ad insegnartele. In bocca al lupo per il teatro, unico non-luogo vivibile.

    Rispondi
  2. amore, come sei grande. un pò mi spaventa e mi affascina; ti voglio tanto bene; adoro il mare, spero che là sul fondo, ci sia anche un luogo che racoglie le risate e la gioia. Comunque scrivi cose bellissime, davvero!
    sono moolto proud

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...