Maryam Pezeshki : Alice e il peso delle meraviglie


Io non mi inserisco facilmente in un filone preciso, anche se c’è un collante comune tra tutte le cose che faccio; sono molto attenta ai miei sogni. ” Maryam Pezeshki

Maryam Pezeshki è una visual artist.  Scenografa, illustratrice, pittrice e scultrice,  l’arte di Maryam è magicamente poliedrica e giace in una oscillazione quasi  incantata tra una dimensione di fiabesca e studio razionalissimo delle forme. Artista camaleontica fonde arte e tecnica, filosofia e  personale simbolismo,  in un  particolarissimo intreccio sognante.   Tutti i suoi lavori sono caratterizzati da un’impronta che non rinuncia mai alla dimensione immaginifica ed estetica che anzi si fa armonico punto di equilibrio con la tensione del mondo reale. Tra le sue passioni più sentite, spiccano il teatro e la scenografia teatrale.

SCULTURE

La scultura di Maryam è influenzata dalla dimensione del sogno e del simbolo, attribuendo all’arte tutta  una dimensione e potenza prettamente premonitrice. Ogni sua creazione che sia dipinto o scultura, è una manifestazione dell’inconscio soggettivo a cui ella si affida completamente lasciando al tempo il potere chiarificatore del  significato.

DIPINTI  E ILLUSTRAZIONI

Dal set scelto di dipinti e illustrazioni è più evidente come l’artista non sia legata ad uno stile preciso e definito. Ha infatti dichiarato in un’intervista – cfr . nota 1 – : ” Io mi trasformo in continuazione, mi perdo e mi ritrovo e di nuovo mi perdo. Non sono legata a uno stile preciso e definito. Amo usare linguaggi diversi perché provo stati d’animo variabili. Questo linguaggio a volte è tridimensionale, a volte bidimensionale e alle volte piatto. Rimango sempre un allievo che nel suo percorso infinito di sperimentazione, cerca una sagoma, ci si spande dentro, esce e trova un’altra sagoma, ma la sostanza rimane sempre il sogno con gli occhi chiusi. Ciò che sento e guardo con gli occhi chiusi o aperti mi riguarda e mi sente. E’ uno scambio reciproco di energia. Qualche volta gli occhi sono due elementi ornamentali. Per vedere la forza dell’anima, non necessitano gli occhi spalancati. Con gli occhi chiusi ci si vede meglio, ci si vede quello che si vuole.  “

NOTA 1 :  Intervista a Maryam Pezeshki :  http://www.psychodreamtheater.org/maryam-pezeshki-contactart.html

BIOGRAFIA:

Nasce a Tehran il 18 agosto del 1977. Inizia a dipingere a tre anni. Il suo primo quadro fu un Pinocchio. Partecipa a concorsi e a festival nazionali e internazionali di pittura tra i bambini asiatici e iraniani, vincendo ogni volta il primo premio. A dieci anni partecipa a un programma televisivo che s’intitola “I piccoli Grandi Artisti”. A quattordici anni vince il premio del miglior disegno e scultura tra gli adolescenti iraniani, e s’iscrive al liceo artistico, continuando a fare le prime mostre personali di scultura, pittura e disegno. Dall’età di diciasette anni fino ai dicianove, vince per tre anni consecutivi il premio nazionale di miglior scultura al festival dei giovani. A diciasette anni s’iscrive all’Università dell’Arte nel settore grafica e a ventuno si laurea con il massimo dei voti. Nello stesso anno comincia a studiare per il master di grafica e riesce a d essere tra i sette studenti ammessi. A venticinque anni conclude i suoi studi e vince un concorso per l’insegnamento di disegno e scultura all’Università dell’Arte. Nel frattempo visita i musei Europei e Indiani. Affascinata da Firenze, decide di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Firenze per studiare scultura. Nel 2008 si laurea in scultura con 110 e lode e nel frattempo partecipa a mostre di pittura, illustrazione e scultura a Tokyo, Firenze, Roma e Bologna. Nel 2009, sempre all’Accademia di Belle Arti di Firenze, s’iscrive al biennio specialistico di Scenografia Teatrale (Scultura per il Teatro) e si laurea nel luglio 2011. Una delle sue passioni è il teatro e la scenografia teatrale. Lavora nel campo della scenografia e contemporaneamente recita nella compagna teatrale del Centro Internazionale di Teatro con la regia di Olga Melnik.
Le sue realizzazioni scenografici e teatrali sono:
– più di trenta mostre di illustrazione, pittura e scultura in Iran, Giappone, Italia;
– realizzazione pittorica dei fondali con lo scenografo Raffaele Del Savio, scenografie per balletto Don Chisciotte, presso il Teatro dell’Opera di Roma (marzo-aprile 2010);
– partecipazione a Simposio Marmo, Pontremoli (agosto 2010);
– progettazione, realizzazione e rappresentazione per il balletto “Per altri occhi” al Teatro Verdi di Montecatini Terme (marzo-giugno 2010);
– progettazione e realizzazione delle maschere per la rappresentazione di “Tutto nel mondo è burla” da “Le allegre comari di Windsor” di William Shakespeare, a Rocca Campiglia M.mma (4-5 agosto 2010);
– partecipazione al tirocinio “Scenari digitali”, Laboratorio di Formazione Creativa, Teatro Studio di Scandicci, Prof. F. Crisafulli, 2009;
– stage per tecnico delle luci e macchinista al Teatro Della Pergola, 2010;
– assistente alla realizzazione pittorica dei fondali per “Ernani” di Giuseppe Verdi con lo scenografo Raffaele Del Savio, nella stagione d’opera 2011, Bologna Teatro Comunale;
– realizzazione delle scene di “Salomè” di Oscar Wilde, per la regia di Olga Melnik, Teatro La Fonte (recita anche nella parte di Salomè) 2011;
– realizzazione delle scenografie – sculture, cornicioni, lampioni – per la “Traviata” di Giuseppe Verdi per l’Arena di Verona, presso il laboratorio di scenografie Barbaro, 2011;
– partecipazione a Simposio Marmo, Pontremoli (agosto 2011);
– decoratrice alla biennale dell’Antiquariato di Firenze a Palazzo Corsini (settembre 2011).
assistente alla realizzazione scenografica di (I Masnadieri) per il Teatro San Carlo ci Napoli, nel febbraio 2012
Mostra personale di scultura e pittura “Alice e il peso delle meravigile” a Palazzo Bastogi di Firenze”regione toscana”, nel maggio 2012.
vincitore di Extempore by Subbiano 2012

Facebook Page : http://www.facebook.com/pages/Maryam-Pezeshki-Art/304798179545007?ref=ts

Articolo di Mezzanotte

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3 pensieri su “Maryam Pezeshki : Alice e il peso delle meraviglie

  1. Quando ho visto per la prima volta i lavori di Maryam, quello che mi ha colpita è proprio il suo essere , o meglio saper essere camaleontica, e il suo sper spaziare dalla pittura, all’illustrazione e alla scultura. Maryam è un esempio di come l’essere artista poggia le sue fondamenta non solo nell’innata passione , ma anche su perseverante ed intenso studio , impegno e serietà. Mi colpisce il suo saper fondere la tecnica rigorosa con la dimensione immaginifica che popola i suoi sogni. Insomma, brava. Ciao cara, ti saluto con la stima e l’ammirazione che sai, anche da qui. B.

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  2. Maryam, conforma e performa brillantemente la coniugazione della scultura con l’applicazione scenografica facendone un’ attitudine peculiare. E’ un artista dotata e determinata, che non teme l’affrontare quella risaputa fatica fisica che è propria dello scultore, sempre “carnalmente” richiamato a raffrontarsi fra rapporti spaziali e concetti tridimensionali non solo con intenti mentali, ma con reali differenti pesi atomici da spostare, maneggiare e strutturare fino al raggiungimento della forma finita e coesa prefissata. “Faticosi” e meritati pertanto, questi sogni di Maryam che con consapevole modestia e mestiere, ci racconta. Complimenti sinceri. g

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