L’esoterismo alchemico di Cesare Minucci


Cesare Minucci, nasce a Salerno nel 1973, oltre a sue mostre private ha partecipato anche a mostre di pubblico rilievo.

Amante delle texture di Klimt, è a lui che si ispira principalmente nella sua arte digitale. Forma d’arte spesso svalutata, in quanto, si pensa che sia frutto di semplici “lavori computerizzati”, e che sia lasciato poco spazio alla bravura insita nel genio. Basta guardare una semplice opera di questo eccezionale artista per capire che non è così. Ogni lavoro è frutto di profondi studi dell’immagine e delle sue possibili fusioni. Come è possibile osservare da soli, i pennelli digitali, i filtri e i vari software grafici, non sono che  uno strumento nelle dita di questo moderno “pittore” che dà voce alla propria anima … Osservando le sue opere ci si sente sospesi in ammaliata osservazione, sull’abisso tumultuoso e vivo risvegliato dalle sue creature.

Con le sue “armi” tecnologiche riesce a sondare gli inferi della propria anima e quella della società, riscoprendo non solo se stesso, ma aiutando anche l’osservatore che cammina e sente (proprio come lui) a riscoprire gli aspetti più profondi della propria persona.

Come l’osservatore più ferrato in materia avrà notato, nelle creazioni di Minucci è possibile riscontrare una vasta presenza di elementi e tematiche esoteriche ed alchemiche con cui l’artista si nutre da diversi anni. Tuttavia è possibile capire che la maggior parte dei lavori non sono che un vero e proprio dialogo interiore dell’artista, il quale –come già detto – ci aiuta a penetrare in noi stessi.

FRAMMENTI

È nei frammenti (raccolta di opere) che inizia realmente la scoperta del nostro artista digitale. Qui Cesare Minucci con le sue capacità da alchimista, crea una vera e propria pietra filosofale – panacea di ogni debolezza dell’animo -, guidandoci con la sua stessa anima, a mo’ di psicopompo, dalla “disgregazione” dell’illusione materiale, ad una coagulazione dei “pensieri assemblati” dove l’oro risplende oltre noi.

LA MIA ANIMA

Con la serie di opere che sono racchiuse sotto il nome “La Mia anima”, Minucci, tenta seguendo le teorie freudiane di dare voce al proprio “Id”, cito l’autore: «l’Es (o Id), quella istanza intrapsichica che “rappresenta la voce della natura nell’animo dell’uomo”. L’Es, infatti, contiene quelle spinte pulsionali di carattere erotico (Eros), aggressive ed auto-distruttive (Thanatos) che sono il modo squisitamente umano in cui gli istinti si sono evoluti. È l’istanza intrapsichica più arcaica della nostra mente ed è definito anche inconscio (a differenza dell’Io che è parzialmente inconscio ma contiene anche la maggior parte degli elementi consci)».

In questo percorso illustrato si rivede la forza dell’artista, che si risveglia per ergersi aggressivamente, fino ad andare oltre le immagini della mente razionale e sondare gli archetipi.

HUMA-NO-ID

Le sue opere legate dal nome “HUMA-NO-ID” sono (come l’autore stesso dice) una provocazione alla psicoanalisi moderna, che ha completamente perso il ricordo della parte più interiore e pura dell’uomo: l’anima ancestrale. Ed è questa anima ancestrale che viene ricercata particolarmente attraverso queste opere.

L’uomo, detentore del libero arbitrio, non è schiavo della propria psiche ma artefice del proprio destino.

Riguardo alle stampe l’artista tende a precisare, che anche nelle opere digitali ogni immagine ha proprie peculiarutà, infatti in una sua intervista dichiara: “Tutto è riproducibile, ma nulla è simile anche nell´arte digitale, se la stampa non è in serie, si hanno, per calibrazioni e “tagli” ogni volta diversi, una sorta di opere uniche per quanto uguali, almeno apparentemente”.

Nella sua più recente evoluzione artistica, Minucci s’è avvicinato anche a creazioni d’artigianato. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo al riguardo.

Com’è nato il progetto ARTEM e in cosa consiste?

ARTEM (che ovviamente sta per ARTigianato Esoterico Minucci) nasce da una intuizione involontaria. Nonostante il mio stile pittorico appartenga alla digital art,  i miei lavori subiscono sempre, dopo la stampa, una elaborazione manuale. La manualità è sempre stata parte fondante del mio Spirito Artistico. Dai Telai alle cornici prodotti da me, recuperando materiali o oggetti che a prima vista non si prestano allo scopo, ho sempre avuto quel fattore “percettivo” che mi forniva quella visione ulteriore, il “vedere” oltre la forma intuendo la possibile “trasformazione” dell’oggetto; per intenderci: come lo scultore che avendo un blocco di pietra dinanzi, in esso già vede la scultura delineata … così, ARTEM è nato così, come evoluzione di una predisposizione già prepotente e, come ogni mio progetto, non nasce mai da uno studio a tavolino di fattibilità bensì quasi come sfida con me stesso. Nel caso di ARTEM, una affettuosa affermazione di un Amico Artista ha innescato il processo: “hai una buona manualità, dovresti dedicarti anche alla manipolazione”. Bene, quella affermazione non ha suscitato in me la valutazione della fattibilità, quanto, il mettermi subito all’opera con la ricerca dei materiali, e, giorno dopo giorno, eccoci arrivati in pochi mesi, a quello che oggi è ARTEM, un laboratorio artigianale dove ogni gioiello è realizzato da me completamente a mano e senza ausilio di stampi … una sorta di dualismo artistico, dal digitale pittorico all’artigianato puro nella modellazione.

La prima linea ufficiale di creazioni è chiamata “Shaman Art” com’è nata l’idea?

Il simbolismo esoterico è alcune volte palesato, altre volte celato per dare vita ad oggetti essoterici all’occhio poco ricettivo ma, essendo caricati creativamente con materiali naturali e figure ancestrali, anche la persona non vicina al simbolismo riceve una sorta di richiamo dalle forme e dai tratti usati. Elementi come le rune ad esempio, sono strumenti divinatori che potremmo considerare come alla portata di tutti. Bene o male anche il profano, sa cosa sono altri elementi come le collane della linea Dono di Ninfa – linea costola di SHAMAN ART – che si rifanno al principio fondante dello sciamanesimo, e cioè la guarigione e il contatto con il mondo degli spiriti. La guarigione è sancita dall’utilizzo di materiali quale il legno, il bamboo e così via: tronchi spezzati che, abilmente lavorati e riportati allo splendore, tornano a vivere in nuova forma ma conservando la loro Natura Madre. Nella lavorazione delle collane sciamaniche vi è, quindi, una simbolica guarigione ritualistica ed artistica: da qui il termine SHAMAN ART.

Potremmo aggiungere che spesso il simbolismo è celato per smuovere la memoria ancestrale dell’uomo. Il fatto che si senta attratto da forme sconosciute e non subito facilmente riconoscibili ne è la dimostrazione.

Ha in mente altri progetti per il futuro?

Diversi sono i progetti in cantiere per il futuro. Posso anticiparti che, con la primavera, tornerò con una nuova collezione di dipinti questa volta ispirati alle carte dei tarocchi. Il progetto artistico si chiamerà “IO TAROT” progetto mirato ad una interpretazione personale degli Arcani Maggiori.

Sito personale dell’artista: www.cesareminucci.com

articolo di Luca Piccolo

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5 pensieri su “L’esoterismo alchemico di Cesare Minucci

  1. A me piace ma vorrei invece soffermarmi su questa leggenda metropolitana che l’arte digitale sia meno “artistica” delle altre.
    Secondo me è assurdo asserire questo perché nel creare qualcosa di bello non conta lo strumento, il metodo ma l’essenza, quello che trasmette agli altri.

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    • l’Arts and Craft è stato snobismo necessario per recuperare l’individualità arte dalla riproduzione scadente della visione artistica. Ne venissero di pentimenti sulla scarsa qualità dell’attuale ciclo temporale dell’arte. Ma ogni secolo ha il suo cantore, basterà aspettarlo o non affamarlo troppo pernettendogli di continuare a campare e vivere. E textures che sono coniugate al passato con la materia pittorica si tramutano in textures digitali necessariamente libere di scorrere. Poi, c’è chi mette in formalina le vacche, ma ogni secolo ha avuto le sue patacche.
      Tornando all’artista proposto, i frammenti vorrei approfondirli, me li sento nelle mie corde. E ringrazio l’artista di esser qui tra noi a portarci meraviglia.

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  2. Grazie per la piacevole accoglienza. In merito alla discriminazione della espressione digitale beh, non è necessario perdersi nei meandri della filosofica interpretazione per asserie una semplice ma fondante verità: Si critica sempre ciò che non si comprende. L’espressione Artistica non si manifesta attraverso lo strumento ma attraverso le “vibrazioni simpatiche” che l’opera (in qual si voglia natura si manifesta) emana. Il disegno è un esercizio tecnico, l’espressione Artistica esula dai dogmi scolastici per varcare le soglie dell’io profondo e risvegliare antiche memorie attraverso orgasmi emozionali. Bello e brutto, giusto e sbagliato, bene e male sono concetti non riconducibili all’espressione artistica…. Anche se vi è da dire che negli ultimi anni questa è divenuta un po una “scusa” per liberarsi dalle regole tecniche… L’Arte non si esprime attraverso la téchne ma resta cmq fondamentale quest’ultima perchè per destrutturare va necessariamente conosciuta la struttura. Anche il Caos Artistico ha le sue leggi che lo regolano, seppur di primo impatto dia un senso di Anarchia espressiva….

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