Fuori Menù – 1 – Moltheni, Un bianco del Lazio, cucina etnica e Nina Ricci


Arte non è solo visiva, letteraria, musicale, modaiola…ma è anche buon cibo e ottimo vino.
Inauguriamo oggi questa nuova rubrica dove la musica si unisce alla moda, l’arte all’enologia, e dove il cibo accompagna il reading di un buon libro…insomma vogliamo invogliarvi a non essere canonici, ma a fondere più arti e rendere così ogni evento unico.

[Moltheni]

Umberto Giardini in arte Moltheni, cantautore italiano, nasce a Sant’Elpidio a Mare (AP) il 22 giugno 1968.
La sua carriera musicale comincia nel 1986 con l’amico Andrea Medori con cui fonda gli Hamilton, ribattezzati in seguito Homeldomme, gruppo rock con venature punk e nel 1989 arrivano alle finali ad Arezzo Wave e si aggiudicandosi il premio come miglior band emergente. Ma subito dopo lascia il gruppo per praticare altre strade, fino ad arrivare in Scozia dove da solita intraprende un’intensa attività live. Tornato in Italia, gira molto fino ad approdare a Bologna dove esegue le sue prime registrazioni.
Nel 1997 comincia a registrare i propri brani attirando l’attenzione di Carmen Consoli e Francesco Virlinzi, in seguito aprirà alcuni concerti della Consoli, e grazie a Virlinzi firmerà un contratto con la “Cyclopre Records” per la realizzazione di due album.
Nel 1999 pubblica il suo primo album Natura in replay, apre i concerti di Ginevra Di Marco, Verdena e Afterhours e viene selezionato per il “Brand New Tour” di MTV. Nel 2000 partecipa al Festival di Sanremo con il brano Nutriente. Nel 2001 pubblica l’album Fiducia nel nulla migliore, ma dopo la prematura morte di Francesco Virlinzi, la “Cyclope Records” chiude.
Dopo un anno di inattività, partecipa alla colonna sonora del film Perdutoamor di Franco Battiato, dove interpreta il brano Prigioniero del mondo. Cambia il genere musicaleAllontanatosi dal suo stile pop-rock, nel 2004 registra Forma mentis, album dalle sonorità più dure, ma che non verrà mai pubblicato. Nel 2005 collabora con i Tre allegri ragazzi morti, alla realizzazione di Splendore terrore, caratterizzato da suoni acustici e minimali. Intraprende un tour, alla fine del quale realizzerà in album dove raccoglie suoi brani eseguiti dal vivo, l’album si intitola Vinile live (acquistabile solo sul suo sito ufficiale).
Nell’ottobre del 2006 esce il suo quarto album, Toilette memoria (La Tempesta/Venus), e vede, tra gli ospiti, Franco Battiato, Alberto e Luca Ferrari dei Verdena, Carmelo dei Marta sui Tubi e molti altri.

Il Circuito Affascinante tratto da Natura in Replay[1999]

L’aria rarefatta non produce odore
non mi cambia più l’umore
nel circuito affascinante
mi rallegri l’anima
luce intermittente
e non riesco a perdonarti veramente
cerco ma non riesco
a perdonarti veramente
mentre moltiplichi ragioni di fango
vedo quel che vedo

Evito, evito i tuoi movimenti
immagino nell’amore
che da me pretendi
toccami e baciami fino alle viscere
immagino fantastico che immagino

I colori cambiano quasi per proteggere
pomeriggi inutili
fammi affogare nel tuo verde mare
con certezze sterili
e non riesco a perdonarti veramente
io cerco ma non riesco
a perdonarti veramente
mentre moltiplichi
acide lacrime
vedo quel che vedo

In Porpora tratto da Splendore Terrore[2005]

Angelo io, angelo tu
prendine un po’ del vuoto mio
quello che fai non basta mai a me
grandine sì, petrolio no
ieri tu davi, oggi io do
quello che fai non basta mai a me

Demone tu, demone io
quale virtù ci tocca grazia e lealtà marcite che produrrò
continua scegliendoti un Dio nel danno che cancella il mio
quello che fai non basta mai
a me
Demone io, angelo tu
oggi è così, ma resta qui
che questa notte non voglio dormire

Verano tratto da I Segreti del Corallo[2008]

Limpido oggi il cielo è così limpido
come acqua chiara dentro gli occhi tuoi
che bagna poi anche i miei

io raccoglierò tutti i petali caduti dalle tue orchidee
tutti i giorni spesi dentro a quelle idee
quei giorni che non torneranno mai

impedisci che il profumo che incurante lascerai
faccia parte ancora di quei giorni miei
quei giorni che non torneranno mai

mai

Abbinare il vino ad un musicista è qualcosa che all’inizio di quest’avventura in web non avevo mai realmente pensato, ma invece eccomi qui ad aprire questa nuova rubrica e il vino scelto per Moltheni è un bianco, un bianco laziale, lui che è molto attaccato a Roma, dove vive e dove a volte fa Secret Show all’interno della sua casa o nelle case degli amici.
Tornando al vino scelto, un Santa Teresa del 2009, della casa vinicola Fontana Candida, Roma – Lazio.

Scheda

Tipologia                    Bianco fermo
Classificazione       DOC
Regione                       Lazio
Vitigni                          Malvasia puntinata del Lazio, Malvasia di Candia, Trebbiano toscano, Greco
Grado alcolico        13,5%
Colore                          Oro chiaro
Profumo                     Delicato ma bene espresso, con fini note floreali e con sentori di salvia e di mela
Sapore                          Pieno, morbido ma fresco e vivo, molto sapido, con distinto fondo di mandorla dolce                              piacevolmente persistente. Ha particolari doti di finezza.
Abbinamento         Antipasti, primi piatti, pesci, carni bianche fredde
Temperatura di servizio   10 – 12 °

Il cibo, io ci vivo con il cibo è il mio lavoro, che amo forse più della letteratura, curo i dettagli, amo le cose particolari e per Moltheni pensavo ad un Timballo di tacchino all’indiana.

Ingredienti per 4 persone

1 petto di tacchino intero
2 confezioni di pasta sfoglia già pronta
500gr di riso basmati
1 cipolla e mezza
1 carota
1 gambo di sedano
Curcuma, curry e chiodi di garofano
Sale & pepe
Brodo vegetale
Olio

Procedimento

Ripulite il petto dell’osso centrale e degli ossicini dell’amicizia, quelli da usare per flick&flack per intenderci e tagliate a metà il petto dividendolo in due pezzi proseguendo tagliandoli a metà per larghezza ricavando 4 cotolette, affettatele in striscioline.
A parte prendete una cipolla e tritatela, fate cubetti piccoli le carote e il sedano (se non ve la sentite c’è sempre il soffritto pronto nel reparto surgelati) e mettete il tutto in una pentola larga con un filo d’olio e fate soffriggere, aggiungete le striscioline di pollo e fate rosolare aggiungendo un mestolo di brodo vegetale che preparerete a parte e fate cuocere, intanto preparate le spezie che servono tre cucchiaini di Curcuma e 2 cucchiai di Curry a metà cottura aggiungeteli mescolando bene e facendo asciugare il sughetto.
A parte prendete il riso basmati e mettetelo in un contenitore coprendolo di brodo e preparando metà cipolla con chiodi di garofano, mettete in forno per 18 min se il brodo si asciuga, cosa normale aggiungetelo senza coprirlo, ma di volta in volta.
Stendete un foglio di pasta sfoglia dentro una tortiera a cerniera, vi consiglio di scegliere quella con la carta da forno, quando il riso è pronto stendetelo sul fondo fino ad un centimetro e mezzo e coprite poi con il pollo, per concludere stendete l’altro foglio di pasta sfoglia e mettete in forno il tutto a 180° per 20-25 min.
A cottura ultimata lasciate intiepidire, aprite la cerniera della tortiera e servitelo in un vassoio.

Il vestiario adatto ad un concerto di Moltheni, l’ho scelto in base all’intimità che ultimamente offre ai suoi amati fan, gli show Case in casa o nelle case di amici, ed ho scelto Nina Ricci, maison francese fondata nel 1932 da Maria “Nina” Ricci e dal figlio Robert. Nel 1998 passò nelle mani di Massimo Guissain, che cambiò moltissimi stilisti fino ad all’arrivo di Peter Copping nuovo direttore artistico della casa.

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7 pensieri su “Fuori Menù – 1 – Moltheni, Un bianco del Lazio, cucina etnica e Nina Ricci

  1. Credo che Moltheni sia uno dei migliori musicisti in Italia . Un tesoro nascosto cui moltissimo, da Tiromancino a Le luci della centrale elettrica,debbano molto. Un segreto ben custodito che spero, per il suo pubblico,resti tale.
    Articolo super interessante e molto gradito.

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