Il problema di scrivere poesie – di Massimo Santamicone


*Poesia nella quale il poeta acquista una carabina Beretta e poi va a terminare il lavoro

Il problema di scrivere poesie
è che devi essere lì quando passano

non è come nella caccia alla beccaccia,
che puoi andare in giro, magari rubi la frutta ai contadini, prima o poi scovi una beccaccia e, con comodo, la massacri,
no
devi fare il capanno
come nella caccia al colombaccio

le poesie sono specie migratorie
in Africa dev’esserci un lago in cui si ritrovano le poesie,
gli gnu le aspettano tutto l’anno
poi verso maggio le poesie arrivano
stanche, ma tranquille
si posano sulle rive e depongono le uova
gli gnu le guardano e muoiono nel lago,
per lo stupore, l’emozione,
la scientifica dice addirittura si tratti di suicidi di massa, rituali
gli gnu sono animali
intelligenti
muoiono contenti, soddisfatti

il lago delle poesie, ora che è giugno, dev’essere bellissimo
pieno di cadaveri
di gnu.

http://www.decubito.org/

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6 pensieri su “Il problema di scrivere poesie – di Massimo Santamicone

  1. Trovo che ci sia una valida visione, la poesia come specie migratoria è ottima intuizione, e il finale pure, piaciuto molto. Si perde un pò il tutto nella parte centrale, dove si affonda in quella meraviglia con troppo raccontare al miele. Insomma per me doveva essere rispettato di più il dolce-amaro del senso, anche dal punto di vista della scelta lessicale.

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  2. La poesia che fa le fusa. Ultimamente su web è tutto un pullulare di il Poeta romantico,il Poeta ignorante,Il Poeta che ti fa le pulizie di casa a 7€ all’ora,in un tripudio di wittness che sembra lo spot del festival dello spirito di patate patinato da un’intoccabile aurea di intellighenzia dissimulata che vorrebbe donare intoccabilità ai testi proposti. Roba da far sembrare le battute di Zelig direttamente ispirate ai moti di spirito e paradosso di Oscar Wilde.
    Ciò che rende invece innocue queste forme espressive è la totale assenza di profondità ( parlo di dimensioni,non di new age) che sprofondano l’umorismo in una versione snobistica del fantasma formaggino.
    Testi assai ammaestrati per altro,seriali,anonimi.
    Qui siamo alla snooperia. Al peluche scrivente. Ti pare bello quando lo vdi in vetrina,ti annoia a morte quando lo trovi inerte perennemente sullo scaffale della cameretta a raccogliere la polvere.
    I commenti,non solo qui ovviamente,sono tutto un visibilio di urletti e accendini,nel tipico fregnaccio style dei fiji de Maria.

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  3. Ooops m’è partito il commento prima di finirlo 🙂
    Nello specifico comunque giá l’introduzione è una madaleine disneyana ,tipo Almanacco di Topolino ( quelli dove il ratto fa le crociate,la seconda guerra mondiale, psycho etc etc ) ,versione estiva. Economica e male incellophanata. L’effetto è di dare una sbirciatina al bagno per assicurarsi che il coinquilino non te lo abbia improvvidenzialmente occupato.
    Poi leggi e capisci. È la poesia del bracchetto. Quella che il cagnino scrive ingroppato alla cuccia in attesa che Schultz Je faccia di’ qualche verità incontrovertibile che tutti gli adolescenti quaranta cinquantenni si affretteranno a condividere sui loro indispensabili diari FB.Alla faccia dei drammi Made in Equitalia.
    Come se la realtà non offrisse giá di che divertirsi.

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