Visioni di Sara Bergomi


Nel tratto di Sara c’è tutto l’amore che si prova nel fare qualcosa che piace, c’è quel trasporto che va ben oltre il semplice tratto, quasi come se quello che si crea sono figli o cose care a cui tenere follemente.
Trovo che sia proprio questo che lei porta a noi, l’amore, anche alla figlia che secondo me è in ogni tratto…vecchio o nuovo.

Hayati[1] di Vera Libertà

Le banche esplodono come frutti maturi quando le sfiori con troppa veemenza; non faceva che ripeterlo il vecchio Okapi mentre gli anni precipitavano densi a velare i suoi occhi.

Fioriture amare oggi per noi. Siamo rimasti in quattro, di cui uno rotto.

Appendiamo palloncini trasparenti alle finestre, sperando che il vento possa riempirli di senso.

Aspettiamo in silenzio che l’inverno finisca.

Acàsto si rompe ancora un poco; le sue mani paiono di vetro, corrose da questa polvere onnipresente e fredda.

L’inverno persiste. Noi resistiamo.

Hamida indossa da qualche mese un cilindro rosso, trovato abbandonato sotto un lampione nella Santa Città di M. Dice che la fa stare bene. Dice che avere un cappello è come avere un tetto, e avere un tetto è come avere una casa. Dice che se hai una casa non sei perso del tutto.

Ne dice tante, Hamida, di cose. Credo le dica per non pensare.

Stanotte si sono sentite quattro esplosioni provenire dalla Città. E latrati di cani e grida intense.

Ho visto le fiamme accendere la notte, come in una festa pagana. Come in un sogno.

L’Ombra dice che dobbiamo proseguire, che restare vicino ai Margini è pericoloso, ma Acànto è troppo fragile, si spezzerebbe. L’Ombra dice che costruirà una barella, anche se, è ovvio, preferirebbe non farlo.

Io vorrei solo riavere il sole.

L’urlo di Laura Bertolini

Il ” tutto il resto più grave“
mi rende da sem­pre invi­si­bile,
ma traggo da ciò gio­va­mento
nel poter indi­stur­bata col­ti­vare
il giar­dino delle cose inu­suali.
Lì mi curo degli ster­mi­nati
e mi uni­sco al tutto intan­gi­bile.
Visi­bile io sono qua­lora
ram­men­tano una strana,
una folle, una diversa.
L’ “Io” non è impor­tante
dove i bam­bini non visti
cre­dono di non esistere.

Biografia:

Quella sera potevo farmi su una sigaretta, erano 2 anni che non fumavo, da qualche giorno prima del parto, andava tutto storto ed avevo bisogno di non pensare a niente.
Per caso invece ho preso in mano una matita ed ho iniziato a scarabocchiare un mostriciattolo per la mia bimba, e dopo quello un altro, e dopo una storia un altro mostriciattolo e così ho ricominciato a disegnare, dopo circa 15 anni che non lo facevo.
Gli studi e la laurea in architettura e poi la successiva specializzazione in progettazione ospedaliera mi avevano portata ad una dimensione razionale e funzionale del progetto e del disegno.
Ora invece potevo liberami e viaggiare sui miei fogli senza regole, a volte un’idea nasce da un racconto prima della buona notte, altre da una poesia, ed é qui che inizia la mia collaborazione con due bravissime poetesse nonché care amiche, Laura Bertolini e Vera Libertà.
A volte Nasce tutto così, per caso, per gioco, per la necessità di reinventarsi la verità.

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17 pensieri su “Visioni di Sara Bergomi

  1. Pingback: Sara, le matite e il disegno « le stelle sono andate tutte al cinema

  2. Stamani mi avete offerto la più deliziosa colazione che potessi avere. Appena ho dischiuso gli occhi, il mio Mac segnava qualcosa da guardare. Alzo la mia tazza di caffè per voi , per Sara, per Antonella che ci ha dato spazio, per Vera, ma anche per tutti coloro che rimangono persone umane producendo l’arte dei grandi.

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  3. Sei unica…. un abbraccio…. stanotte ho sognato che tornavano tutte li.
    Ho passato con te, con voi, forse il periodo tra i più sereni.
    Bacio

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  4. le poesie di Laura le conosco, soprattutto il loro profumo, perchè hanno un profumo, ognuna di esse, i tuoi disegni un pò inquietanti, un pò onirici, un pò fantasy, un pò sogni, mi piacciono, e mi piace che ci sia sempre più gente che ricorda a tutti che siamo qualcosa di più di un tubo digerente, o limoni da strizzare!! Sono con voi con amore e sostegno! Chiara

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  5. conosco Sara fin da bambina, e dopo architettura, non pensavo potesse volgere verso quello che ora, è il suo sentiero..le ho commissionato un ritratto, che ora è anche la mia immagine di copertina. Ho seguito trepidante la gestazione dell’opera, già a matita era più perfetto dell’immagine che le avevo richiesto, perchè quello è il modo in cui sono realmente e in cui Sara mi vede. Grazie amica di sempre, ed artista dalle visioni ecletticamente oniriche

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