Kontemporaneapoiesis: Aine MacAodha


Aine MacAodha è scrittrice e fotografa. Originaria di Omagh, situata nella Contea di Tyrone, Irlanda del Nord. Suoi saggi, poesie e fotografie sono stati pubblicati su Luciole Press e Pirene’s Fountain, la sua Poesia su diverse riviste on line come Argotist Online, Arabesque Review, Shamrock Haiku Journal, The Herald, Celtic Myth Podshow, Debris Magazine e recentemente su The Toronto Quarterly, Glasgow Review, Outburst Magazine, The Firstcut e le prime due uscite di http://soylesipoetrymagazine.com/download-issues/. I suoi versi sono stati tradotti in lingua turca. Ha pubblicato due raccolte poetiche: “Where the three Rivers Meet” e ” Guth An Anam (Voice of the soul)”

La Poesia e la Fotografia di Aine attingono a piene mani dalla cultura celtica e dal paesaggio irlandese che circonda l’artista. Scrittori come Seamus Heaney, Rumi, Basho, John Montague sono sue fonti d’ispirazione.

Solstice

Atlantic coast, Donegal

Aine con Seamus Heaney al The John Hewitt Festival in Armagh nel 2008

Beagmore stone circle alignment, County Tyrone

La Poesia di Aine rimanda spesso alla cultura e alle tradizioni irlandesi che le appartengono in modo viscerale. I conflitti dell’Irlanda del Nord, i ricordi di quando la paura di rappresaglie sopraggiungeva, percorrendo a testa bassa le strade. Religione, Miti, Credenze, si mischiano nelle pieghe esistenziali della MacAhoda rivelando accessi a percorsi naturali alternativi che conducono alla scoperta di un Paese lacerato da ferite larghe e mai sanate, ma benedetto da una Bellezza lancinante e salvifica. I luoghi sono quelli sacri della cultura celtica, sono i monoliti troneggianti sotto cieli bassi, foreste colme di uccelli selvatici, natura in parte ancora incontaminata e testimone di antichissime leggende, riti, seduzioni mistiche. La Cristianità pregna irlandese sottecchi fa capolino nel quotidiano e nei ricordi, espellendo lucidamente piccole e grandi miserie dei popoli dei piccoli villaggi dell’Irlanda del Nord, combattuti fra sete di modernità e tradizione stantia a cui i giovani si volgono con difficoltà. Aine è capace di fotografare non solo con l’obiettivo della sua macchina ma anche con le parole nette e secche della sua Poesia senza fronzoli. Osserva bene, recita i suoi pensieri sotto lo scorrere delle nubi, dei prati, dei fili della biancheria stesa ad asciugare, in attesa che l’età della vera comprensione arrivi e finalmente il mosaico di quella terra complessa e bellissima si (ri)componga e testimoni senza far troppo male.

Remembering

When old ladies in
sheepskin jackets and
headscarves walk by,
I think of you.
The secrets of motherhood
drift into the air,
in wisps of violets and
wild roses.
On the bells, too,
of the sacred heart chapel,
ringing out the angelus,
in the click of rosaries
in lofty chapels, in
the call of the corncrake
from distant hills,
and from the headlines
in newspapers
that drift along dusty streets
of sleepy inland villages.
Your headscarf knotted tight
under the chin brings a
narrowness to your face,
framing the Viking nose and
Vinegar Hill pride.
The wisdom of motherhood
dwells deep inside of me
like a well I can dip into,
when sorely needed.

Ricordando

Quando le vecchie signore passano
vestite con giacche di pelle di pecora,
io penso a te.
I segreti della maternità
s’accumulano nell’aria,
in ciuffi di viole
e rose selvatiche.
Anche sulle campane
della cappella del sacro cuore,
risuonanti l’angelus,
nello schiocco dei rosari
dentro le cappelle alte, nel richiamo
della quaglia
dalle colline distanti,
e dai titoli di giornali
abbandonati
lungo le strade polverose
di villaggi addormentati dell’interno.
Il tuo foulard legato stretto
sotto il mento
rende piccolo il tuo viso,
incorniciando il naso Vichingo
e l’orgoglio di Vinegar Hill.
La saggezza della maternità
dimora profondamente in me
come un pozzo in cui posso immergermi,
nel bisogno disperato.

The Sin Eater

Together we sat on the confessional bench,
listening to the click of heels on mosaic tiles
awaiting the queue to die.
A lady who lived in God’s house
watched us girls with her salmon eye
and every move we made.
Whispered penances showered the chapel.
Orderly shuffling from oldies denoted
our turn now; our sins would be eaten.
The gridded partition creaked like old knuckles.
I almost forgot: ‘Bless me father’, as my
knees located a softer spot on the floor.
Beads sang in a distracting manner.
Father Brown’s pressing vowels asked after my sins.
My soul now white, I returned to the bench.

Il mangiatore di peccato

Sedevamo insieme sulla panca del confessionale,
ascoltando il battere dei tacchi sulle piastrelle a mosaico
in attesa dell’estinguersi della fila.

Una donna che abitava la casa di Dio
osservava noi ragazze con il suo occhio rosa salmone
e ogni movimento che facevamo

Penitenze sussurrate inondavano la cappella.
Il trascino regolare dei piedi degli anziani
indicava ora il nostro turno; i nostri peccati
sarebbero stati mangiati.

La grata divisoria scricchiolava come vecchie nocche.
Io quasi dimenticai: “Benedicimi Padre”, perchè
le mie ginocchia trovarono un punto più comodo
sul pavimento

I rosari recitavano in maniera distraente.
Le vocali incalzanti di Padre Brown mi domandavano dei miei peccati.
Con la mia anima ora bianca, ritornai alla panchina.

Aine MacAodha – Poesie tratte da “Where the three Rivers Meet”, Lulu Press 2007
Traduzione italiana di Federica Galetto

Seekers of truth

Truths like crystals lie buried under earth
under ancient oaks and long forgotten pathways
leading to the ocean.
In the songs of yesterday adrift on the spring mist
as I gaze out over the hills.
In layers of prayers petitioned to sky that soar
to the universal spirit.

In cosmic shifts, of the soul’s migration; from before birth
to beyond the end of life.
We seek it in books; in passing thoughts that nudge us
towards a face in the crowd.
In the faces of the old.
With others on the journey, embraced, entwined
truth emerges out of the dark returning as the light within.

Starlings –
under the roof space
claws on wood
spring cleaning.

rose petals floating –
small puddles reflect summer
in sun drenched pools.
flowerless Hawthorn
bending against the winds path
farewell to Litha.

Cercatori di verità

Verità come cristalli giacciono sepolte sotto terra
sotto antiche querce e lunghi sentieri dimenticati
che portano all’oceano.
Nelle canzoni di ieri alla deriva nella foschia di primavera
mentre guardo fuori, sulle colline.
In strati di preghiere supplicanti al cielo che s’innalza
allo spirito universale.
Negli spostamenti cosmici, della migranza dell’anima; da prima della nascita
all’oltre del termine della vita.
La cerchiamo nei libri; nei pensieri che passano,
ci spingono verso un volto nella folla.
Nei volti dei vecchi.
Con altri lungo il viaggio,abbracciati, intrecciati,
la verità emerge fuori dal buio ritornando come luce interna.

Storni-
Sotto il tetto
Artigli su legno
chiarore di primavera

Petali di rosa fluttuanti-
Piccole pozzanghere riflettono l’estate
in pozze fradice di sole.

Il biancospino senza fiori
curvando contro la traiettoria dei venti
nel suo addio a Litha*.

Closing of Day

Reminders of winter brush their wings against me.
The sky lavender as day passes on this world of mine
The last of the light dissolving into careless shadows that play foolish games on the eye.
Moon is missing and stars fret her return to fullness.
Closing times ring out in the faint frost
carrying voice tones up into the air.

Pockets of youths gather at the garage shop
each singing their own song;
each dressed for battle.

Mr Clark totters past the gate breathing heavy;
the hound in tow-showing him the way;
the usual way; no free run of things.

He catches my presence and waves;
hand above head, filled with thought he continues.

A car hurling like thunder on the road below
does its best to do the ton,
screaming almost like a banshee.

I watch as a spider parachutes her web,
it’s her time to work
and the moths time to be on the lookout.
I close the door to the wintry night.

Sul finire del giorno

Memorie d’inverno strofinano le loro ali su me
Il cielo lavanda passa intanto su questo mio mondo
L’ultima luce si dissolve in ombre incuranti che giocano con l’occhio, stupidamente.
Assente la luna, le stelle incalzano il suo ritorno alla pienezza.
Tempi conclusi risuonano nel debole gelo
trasportando alte le loro voci nell’aria.

Gruppetti di giovani si raccolgono al negozio della stazione di servizio
ognuno cantando la propria canzone;
ognuno vestito da battaglia.

Il signor Clark barcolla oltre il cancello, ansando;
il segugio al seguito gli mostra la via;
la via solita; nessun ordine libero delle cose

S’accorge della mia presenza e saluta;
la mano sulla testa, colma del pensiero che continua.

Un’auto si scaglia come un tuono sulla strada sottostante
Fa del suo meglio per andare al massimo,
stridendo quasi come un ossesso.

Osservo come un ragno tende la sua ragnatela,
è il suo momento per lavorare
ed è tempo per le falene di stare in guardia.
Chiudo la porta alla notte invernale.

Aine MacAodha – Poesie tratte da “an Guth an anam”, Lulu Press 2011
Traduzione italiana di Mezzanotte

*Litha: Litha è una festa pagana. È uno degli otto sabbat wicca che si celebra al solstizio d’estate (21 giugno nell’emisfero nord).

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10 pensieri su “Kontemporaneapoiesis: Aine MacAodha

  1. Bellissimo, bellissimo articolo. Voglio di nuovo ringraziarti Federica, non solo per questa scoperta, che come ogni nuova è per me una piccola conquista, ma anche per avermi aiutata nel tradurre l’autore secondo quella che è la resa stilistica che gli è più consona. Dal verso apparentemente disteso e pacato ha immagini che rimandano ad un intimismo e atmosfere senza tempo, ad una sorta di raccoglimento che si attua per vie e paesaggi che uniscono il reale all’immaginifico con suggestivi e particolari zoom. Grazie ancora.

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  2. La prima volta che ebbi un contatto scritto con Aine, ricordo che ne fui attratta come da una calamita. Mi sembrò di scrivere ad un Druido 🙂 Lei ha una forte calma interiore e una forza antica che sprigiona nelle sue immagini e nei suoi testi. Mi ha molto emozionata vederla ritratta con Seamus Heaney, poeta straordinario. Ma lei davvero merita. Grazie a te Mezzanotte, è stato un lavoro di squadra davvero riuscito se abbiamo dato luce ad una possibile traduzione di questa poetessa schiva ma di talento. E’ bello che i nostri lettori possano godere delle sue parole e delle sue splendide immagini.

    Rispondi
  3. Davvero un pezzo interessante, traduzioni comprese. Mi sembra di sentire quell’odore di erba bagnata che attutisce l’urlo dell’oceano sotto le cliffs. Sottovaluto spesso l’ossessione che hanno i luoghi che viviamo ad avvolgere la nostra poesia e a renderla così geograficamente formidabile.

    Thank you Aine, I’ve really appreciated word for word
    “The last of the light dissolving into careless shadows that play foolish games on the eye”

    Rispondi

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