Artribune: Anche i freaks hanno un cuore. Non necessariamente nero.


Una sterzata decisa, dal buio verso la luce. I mostri comuni di Sergio Padovani rivelano fragilità dirompenti, capaci di svicolare dalla retorica di un gotico altrimenti a rischio patina. A Milano fino al 10 settembre, alla Wannabee Gallery.

Ha acceso la luce, Sergio Padovani (Modena, 1972): addio alle atmosfere grottesche, da affollare con maschere indecise se guardare a Bacon o Ensor; largo al processo di emancipazione di figure in piena crescita, liberate in uno spazio ormai svuotato di condizionamenti. La variazione cromatica, con i fondi che da neri si fanno bianchi, è determinante: i ghigni si spengono in smorfie accomodanti, i piccoli mostri quotidiani che popolano un immaginario di placida violenza sono radiografati attraverso il filtro di una pietà universale. Facile parlare di freaks, con il riferimento alla stolida umanità dei personaggi portati sullo schermo da Tod Browning; gli incubi di carne firmati Padovani sono forse più vicini all’individualismo disarmato che si respira nel Gummo di Harmony Korine. Solitudini e debolezze che bruciano come una sete inestinguibile.

Milano // fino al 10 settembre 2012
Sergio Padovani – Eine Kleine Nacht Musik
WANNABEE GALLERY
Via Massimiano 25
02 36528579
be@wannabee.it
www.wannabee.it

Artribune: Francesco Sala http://www.artribune.com/

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