Donne che leggono le donne – da tre colori, si ottiene solo grigio


Se un@ fosse, in una domenica di luglio, o di agosto, in un parco a Roma, con un po’ di libri e forse qualche sigaretta. Collegat@ wifi grazie a Zingaretti, intorpidit@ dal caldo e in assenza di caffè, perché se non sei in centro i café chiudono nella stagione del torpore, potrebbe chiedersi se leggere qualcosa che in molti leggono (le donne, pare soprattutto), per ritrovare un minimo di appartenenza, una costanza di riconoscimento nella specie.

Inciamperebbe così in una trilogia, molto strillata dai giornali, che parla di ben 50 sfumature, e cita persino tre colori (il grigio, il rosso e il nero). Un@ si incuriosisce, e pensa che si tratti di qualcosa da scoprire. C’è questa donna, che scrive di una donna, e di un rapporto di submission. Inciamperebbe e resterebbe lì inciampata, senza quasi una parola. Poi andrebbe, grazie alla wifi, a ripescare il Fatto quotidiano, e troverebbe un altro libro, citato accanto, quel Sul mio corpo, di Sonia Rotticchieri, Medic@, edita da Aliberti. Ed anche lì, ci inciamperebbe, sia pure ritrovando un minimo di alone narrativo che almeno salva un minimo di immaginario pornografico. Perché nei primi, nella 150 sfumature, nemmeno quello. Anzi, l’autrice, si premura quasi subito di chiarire che, se pure ci troviamo nei meandri dell’erotismo sadomaso (con tanto di stereotipi incalliti, dungeon serrati, il sesso senza amore, e così andare), possiamo rassicurarci perché il contratto (non c’è più nulla senza contratto al tempo nostro), prevede che siano escluse dalla imminente narrazione di una caduta: coprofilia, soffocamento, aghi e cose di sangue. Insomma, una sottomissione un po’ vanilla, sebbene se lo neghi, la nostra signorotta inglese. Se leggi, nonostante il caldo e sempre grazie alla wifi, scopri che la denigrano, la signorotta inglese. Tu vai a prendere il primo dei tre libri e pensi che Liala, i kitty da passeggio anni 70, persino gli oscar Mondadori per ragazzi rischiavano di più. Per non parlare dell’deale femminile che si snoda lungo le pagine, come un vermetto che ti fa venir su quel mal di pancia, quel: noi tutt@, qui, noi non ce la faremo. Mai.

Non so quali donne parlino nella testa della signora da passeggio, che pare faccia arrossire le ragazze e le signore in metropolitana. E quando leggi questo, nei titoli dei giornali, rimpiangi la scena iniziale di Shame, rimpiangi un mondo femminile raccontato dal maschile. E giù ti tireresti pure le trecce che non hai. Non che la Rotticchieri migliori il panorama. Ma almeno, è più violentemente erotica, sia pure sempre in modo maschio. Perché la cosa che ti viene da pensare, mentre leggi, è che queste parole sono quelle che le donne scrivono per stare nella fantasia maschile. E ti sovviene che ci sono sempre e solo le stesse immagini, povera Nin, che almeno lei l’aveva detto che scriveva con le fantasie maschili. E lei, che era una signora, ciò nonostante le rendeva di genere, quelle sue fantasie con gli uccellini e le case e i pennellini per la barba. Hanno copiato quasi tutte lei, ma senza quella sua eleganza. Se penso al sesso femminile, dico proprio al sesso femminile, di nomi che lo risuonano, in Italia, senza giocare a stare nel cervelletto maschio, ne vedo solo due: Rossana Campo e la Valduga, in due modi differenti e in due mondi differenti.

Che poi diventa un fatto di politica, di impegno programmatico: vogliam anche le rose. Mica possiamo stare in questo gioco che la sottomissione sia derivata da ricchezza, bellezza, intraprendenza, casa del padrone, emancipata non appartenenza al mondo che si versa tutti i giorni. Fra Jobs e un po’ Marchionne, di un universo che la dice lunga se lo scorri all’indietro, e ti soffermi sulle pratiche di consegna, accudimento e violazione. Insomma, un mondo, di cui non resta nulla. In questi libri. Allora la domanda è se non siamo capaci di pensare la pratica filosofica che c’è dietro, se in un certo diffuso femminile non ci sia sempre questo non voler essere capaci di varcare il confine che dalla castità fuorisce solo per consegna, per delega, per ratto. E non che se lo siamo, fuori, patinate e in latex, questo migliori. Non so, credo che qui ci sia di meglio, da leggere, far circolare, da donare. Non so se lo si possa dare, un dono di immaginario femminile. Perché richiede che si sia disposti a stare nelle cose meno ovvie, meno seducenti. Io credo che l’immaginario delle donne abbia le forche e i denti, e le forme sfiorite, e quelle delicate e ancora non scoperte di una poesia che non si dia come una narrazione ovvia, malportata e deprimente. Quanto del gioco fra delega e comando, fra una consegna muta e una ricerca, si gioca tutti i giorni, profonda, non attinta, riserva rivoluzionaria, sul pianerottolo di casa, giusto all’altezza della porta accanto. Però, se si va lì, mica si trovano dei pizzi, dei merletti. Lì c’è qualcosa di più vero, così vero, profondo e controverso, che nemmeno te l’aspetti.

(n.g., luglio 2012)

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La trilogia dell’inutilità: se non quella di nuova carta per il fuoco dell’inverno.

Hanno parlato tanto forse troppo e ingiustamente di questa trilogia di sfumature, ma anche no, ci son libri di autori che passano inosservati e che invece meriterebbero attenzione .
Voglio dire la mia da lettrice molto fast e noto già dall’inizio qualcosa che mi fa molto incazzare, quando l’autrice nei ringraziamenti accenna all”ossessione” e al marito “angelo del focolare”.
Quando si scrive d’eros penso e spero che chi si cimenta in questo campo non pensi che sia qualcosa di paragonabile ad un’ossessione ma qualcosa che si deve vivere con serenità e con tanta gioia insomma tutt’altro che ossessione.
Allora credo che questi 3 libri siano stati scritti proprio da qualcuno che vive la sessualità come qualcosa di ossessionante, ma non in senso positivo, bensì  in senso negativo, come qualcosa che dev’essere messo a tacere .
C’è tutta la tipica casalinga che dalla vita sessuale non ha avuto gli sbalzi che in molti e molte hanno vissuto, ok, forse sono troppo cattiva ma è evidente che questa trilogia poteva benissimo essere stampata e distribuita sì dalla Mondadori, ma negli Harmony.

E proprio una trama, forse più elaborata visto la quantità di pagine dei libri, tipicamente da libricini estivi, posso dirlo con certezza visto che ne divoravo uno dietro l’altro all’età di 15 anni, sognando questi fantomatici uomini così forti nel corpo ma anche nelle idee, uomini perfetti che amano e proteggono le donne che desiderano, il solito gioco di sguardi, come nell’intervista che fa da apertura a tutta la storia che poi segue, leggere le sfumature della James è fare un ritorno al passato, direi che sono soldi sprecati, evitiamo lo spreco in un periodo come questo.

(Antonella Taravella)

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15 pensieri su “Donne che leggono le donne – da tre colori, si ottiene solo grigio

  1. attenta lettura la tua nerina.
    il piacere sta nell’essere libera, perchè se tratti un argomento come quello della sottomissione l’auto – censura porta ad una storia slavata e senza pathos.

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  2. non ho letto nessuno dei tre libri, e ora eviterò accuratamente di farlo visto che non ho il camino ohimè. IL tempo per leggere non è tanto, ma si trova sempre per arrabbiarsi molto quando lo sprechi. So che per giudicare bisognerebbe sempre conoscere, ma stavolta mi fido a occhi chiusi!( e mi viene in mente la famosa marmelIata…)

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  3. Premesso che non ho letto il libro ; libro della cui esistenza sono venuta a sapere tramite spot pubblicitari in tv e articoli su internet e giornali. Ora cito un estratto , preso da un articolo di Panorama;:

    ” “Devi sapere che appena varchi la mia soglia per essere la mia Sottomessa, io farò di te quello che voglio. Devi accettarlo e desiderarlo. Ti scoperò in qualsiasi momento, in qualsiasi modo, in qualsiasi luogo, ti punirò quando mi ostacolerai. Ti addestrerò a compiacermi”.

    Così parla Christian Grey, bellissimo miliardario di Seattle, alla sua giovane amante Anastasia, che per lui è disposta a scendere negli abissi di ogni perversione ”

    Pur senza aver letto il libro, già solo da questo estratto penso sia facile farsi un’idea della bassa caratura di questo libercolo. Di che si parla? Se devo esprimermi in sincerità, trattasi di un irreale e retorico rapporto tra uno ” stupidino ” e una psicolabile, o forse più che psicolabile, da un’altrettanto stupidina – sfigatella? – per la quale ogni situazione che possa offrire la fuga dal lavello ,piatti da lavare e lavatrice , risulterebbe più ammaliante. Sarebbe dunque questo l’erotismo? Sarebbe questa la perversione? Già dallo Statement dello Stallone di Siattle, l’erotismo atterra e si spappola nella landa desolata e piatta dei disacculturati, disacculturati soprattutto dal punto di vista sessuale , mancando come evidente una sfumatura intellettuale e cerebrale, mancando proprio di originalità. Non ho mai letto gli Harmony, ma posso dire di aver letto bazzecole come queste in molti raccontini pubblicati a livello amatoriale in internet su vari siti di scrittura. Per quanto ognuno di noi, uomo o donna che sia, coltivi proprie fantasie sessuali, devo dire parlando di me, che se un uomo si rivolgesse a me con quelle parole, francamente potrei scoppiare solo a ridere…o forse pensandoci…credo gli sbadiglierei in faccia e poi gli direi : ” Vatte a fà na doccia, và ….”

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  4. Se per caso la recensione di Antonella non fosse riuscita a convincermi, e sottolineo il se, ci ha pensato lo stralcio brevissimo trascritto da llmezzanottell a darmi il colpo di grazia. Sinceramente ho riso, ma poi mi sono arrabbiata al pensiero che ci siano donne che ancora scrivono e raccontano così le donne e la loro sessualità e sensualità. Siamo ancora lontane, a quanto pare, da una consapevolezza matura e da una libertà profonda che emerga anche dalla carta stampata. Dobbiamo ancora lavorare su di noi e aspettare, e sicuramente il fantomatico wi fi di Zingaretti arriverà prima. E con ciò ho detto tutto! Grazie per il tempo e la rabbia che mi avete fatto risparmiare.

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  5. Premesso che non ho avuto modo di leggere il libro, dico la mia:non è facile parlare di erotismo, a volte si scrive con tonalità troppo forti, mettendo in evidenza solo la parte più perversa, altre invece i toni sono cosi sfumati e rosa da far morire di diabete anche la più romantica delle anime… quando poi l’argomento tocca il mondo sado maso allora si raschia il fondo, perchè si è rimasti incagliati al mito di Histoire d’O; il sottomesso\a bisognoso di una guida e il dominate forte e saggio da cui si deve accettare tutto,. Ho letto proprio da poco un altro libro scritto da una donna di Torino che vive il mondo sado maso e non sono riuscita ad arrivare alla fine, avrei preferito leggere le istruzione della lettiera per il gatto in turco… forse, sono cosi acida perchè io questo mondo l’ho vissuto, respirato e conosco ciò che c’è in realtà c’è dietro, comunque appena riuscirò ad uscire da questa jiungla di pensieri spero di riuscire a scrivere qualcosa su questo mondo.

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  6. ecco si sabrina, attendo, appena ti rimetti in sesto una visione più concreta, da persona che sa di cosa si parla quando si mette in campo il sadomaso e non di una casalinga disperata che tira fuori gli harmony che ha nel cassetto e ne tira fuori una storia slavata e sfigata, come ne ha parlato prima mezzanotte

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  7. Eh sì che già Kubrick aveva potuto insegnare un pò di fine perversione ed erotismo con Eyes Wide Shut e prima ancora di lui Schnitzler con ” Doppio Sogno “, ma sapete che c’è? Quando il messaggio è raffinato, sottile e di classe , la casalinga di Voghera si ritrova a dire : ” ma che fa? che è ? se magna ? ” Allora è meglio una rassicurante scenetta sfumata in grigio, in cui senza alcuno sforzo mentale ci si ritrova catapultati nel regno dell’ineffabile. Da un lato la sensazione di evasione, dall’altro il sugo al basilico che cuoce sui fornelli. Tristesssssssss ! Quasi quasi riprendo in un articolo il fantomatico caso di Nick Kelman ed il suo libro ” Girls” dove il protagonista è un altro miliardario che nelle sue trasferte di affari ha dalla sua il portafoglio per far sbavare donne e ragazzine. Una sorta di celebrazione araldica dell’uomo, che pur essendo insignificante e squallido, grazie al conto in banca può dire : ce l’ho grosso.

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  8. mai sentito nominare. forse l’isoletta è pur ancora ‘salva’. ma considerato che ho un gran camino, perchè no? darci uno sguardo ché, sinceramente, troppo mi sfugge alla comprensione di dinamiche raccontate da ‘altr@’ …sempre la maledetta/benedetta necessità di capire 🙂 per male che vada, sarà carta per alluminzare il fuoco…

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  9. @mezzanotte* sarebbe bello che tu scrivessi di Girls, al massimo avremo capiente carta da camino per quest’inverno, che con i tempi che corrono è grasso che cola…

    @api* beh è giusto che chi vuole si possa cimentare nella lettura delle sfumature

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  10. ammetto una profonda ignoranza ma so che senza sfumature non esiste neanche il pensiero. intendevo dire solo che m’incuriosisce conoscere come, da tre colori, esista solo il grigio…senza permettermi di negare, a priori, questa possibilità. e poi, ripeto, al fuoco serve sempre un appiccio, per riscaldare l’ambiente…

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  11. C’ho goduto. Senza sottomissioni. Sono paritaria.
    E se proprio avessi un soldino da sprecare e una notte da involvere in sospiri cenerentolosi, anche allora, non comprerei questi libri. Perché comprarli, anche solo per curiosare e poi scaldare grazie a loro le caldarroste, comunque significherebbe avallare la nonstoria delle nonerotiche scrittrici. Insomma, meglio bruciarlo il soldino.

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  12. Questi sono gli articoli che amo leggere.

    Ottima scelta di titolo (che può anche incuriosire) e ottima campagna pubblicitaria. Detto fuori dai denti, classico esempio del letame che diventa diamante, non certo per gli occhi del lettore ma per le tasche dell’editore e della povera signora casalinga frustrata che ancora crede che parlare di manette a letto significhi essere sessualmente spavalde.

    Poveri coloro che domani lo compreranno, perdonateli perché non sanno quel che fanno.

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  13. Ci risiamo…avete scritto e detto tutto. Mi vorrei soffermare sull’immaginario popolare che costantemente cade nel ridicolo, stereotipando (brutta parola) il sesso alla stregua di un ordine meccanico e sempre meno emozionale. Bell’articolo e grazie del consiglio.

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