Inediti di Greta Rosso


(altri livelli)

la non belligeranza nelle palpebre,
ma i denti dicono il contrario:
sapremmo vincere senza farli stridere?

manuale di insolubità.1

di quando il mio nome era non ancora
sono rimasti quattro sassi
-praticamente senza peso-
se li poni in un lavandino
diventano seni
inviolabili

valeria

ogni volta che valeria muore
le piastrelle si stringono e
trasudano i succhi disperati
dell’assenza. allora
lei si piegherebbe disperata di asciugarlo,
o non vederlo, almeno
sorridere, se non fosse morta.

Poesie a Dio – after eden

Ci alziamo dal nostro amore di decubito soltanto per pisciare
il resto del tempo trascorre come un palinsesto inerte.
Quello che ci viene bene: scopare, mangiare, ballare.
Nemmeno dormire è luogo sacro.
Dio è la quotidiana irregolarità per cui il mondo
può continuare a svilupparsi fagocitare soprattutto
peggiorare.

pulsioni.1

questa puttana condivisa di cui ci pregiamo di aver forgiato il nome e
le forme, le voglie, le terribili irrealizzabili leggi, il respiro, questa puttana
condivisa con le gambe sempre pronte a (fingere di) inghiottirci tutti
che promette che saremo le uniche, che ci realizzeremo pienamente
dovremmo smettere di ascoltarla, dovremmo smettere di accarezzarle le ciocche.

http://www.gretarosso.com/

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13 pensieri su “Inediti di Greta Rosso

  1. Apprezzo Greta perché dotata di una scrittura particolare, diretta senza orpelli. In questi inediti esce tutta la sua forza, il modo nudo e crudo che ha di esporre se stessa, lontano da qualsiasi preconcetto che sia religioso o meramente estetico. Una bella scelta e un complimento anche a morfea.

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  2. (greta è quell’oltre giovane che servirebbe ad Occupy per essere un manifesto)– ed è una penna che dovrebbe stare, a monito, come spillone per cappelli. Bravissima. Eccellente

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  3. Conobbi Greta all’epoca degli strepitii sui vetri ( o dei,non ricordo bene ) . Ammetto che all’epoca la sua scrittura non mi conquistò.Credo che a disturbarmi fosse,in quel periodo,una certa sensazione soggettiva riguardante il volere sedurre il lettore,un’attenzione eccessiva nel volere costruire un impianto metaforico complesso e fascinoso,eppure ,a mio avviso,fragile,non risolto.
    Noto invece in queste breve poesie un mutamento pressochè polare della sua maniera di scrivere.
    Tutto qui è rarefatto,disgregato ed episodico. La metafora,estinta,lascia il passo a ben più efficaci e significative metonimie e sineddochi. Il corpo,la cui centralità è evidente,suona ,o tenta di essere, ancora ad una realtà non composta. Ma si sbriciola,perde letteralmente i pezzi,fino a diventare faticoso il riconoscerne l’appartenza.
    È una scrittura che si affida a degli indizi,frammenti ( siano essi parti anatomiche,azioni giustapposte,nomi,perfino stati dell’esistenza non riconosciuti),nel tentativo ,se non di creare una trama,almeno di darsi un’intenzionalità.
    Mi piace dunque ,in questa sua nuova dimensione,il concentrarsi sulla propria storia,sul proprio corpo e sensazioni. Non escludendo il lettore,ma offrenodogli una possibilità di interpretazione senza chiedere l’applauso.

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    • grazie samoa, sono contenta che tu abbia trovato spazio di soddisfazione nell’evolversi della mia scrittura. mmm… ho mezza idea di chi tu fossi all’epoca degli strepitii, me lo dici? 🙂

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  4. Passando di qui…quante tracce si lasciano archiviate in questi monitor…
    Cmq poesie che chiudono il cerchio, ognuna il suo, pungenti come spilli. Ci vedo razionalità e sensibilità in una ricerca di equilibrio, una sintesi asciutta, solida il più possibile.

    Complimenti.

    Ciglie.

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