Visioni: Le donne Cronos di Anna Serrato


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E’ la stratificazione del tempo che conduce a nuove costruzioni di figure femminili nella fotografia di Anna Serrato.  Sovrapposizioni di pietra e carne che dialogano e si fondono, creando una visione frontale di classicità, imposta dalle pose, dalle torsioni dei corpi, dagli accenni plastici di panneggi.

Eppure il divino nella sua eccezione pagana di lettura classicheggiante, è spodestato nel  concretismo individuale dell’identità liquida della società occidentale.  L’immortale parte del femminile che migra da corpo a corpo viene indagata nelle figurazioni secolari, ma illuminante è la spesa contemporanea della ricerca, dove prevalgono  i rimaneggiamenti delle “irrealtà”, quasi una nuova venerazione da frigida dea o dea postribolare.

Le immagini della fotografa partenopea invertono le irrealtà moderniste alla ricerca di un’illuminazione prominente del classico, rispondendo quasi al bisogno fondamentale di assoluto.  Lo spazio del bianco si capovolge, s’impone il nero nelle figurazioni,  e  dà lì si parte per infondere sensi e pulsioni alle  immagini,  il non luogo dello spazio, il movimento fermo e piacevole che plasma la posa e ne vira il prevale con il riaffiorare di archetipi “fisici”, infinitamente universali.

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11 pensieri su “Visioni: Le donne Cronos di Anna Serrato

  1. una meravigliosa scoperta. Corpi di luce…no non è il bianco che svolge il racconto o dipana la tela ma il corridoio di luce-tempo
    la luce-memoria di bellezza e identità e coraggio

    elina

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  2. la sovrapposizione di carme e pietra nelle posture statiche è morbide dei corpi, evocano immagini scultoree classiche e il corpo femminile mi parla di miti antichi, simbolici forse di un eterno femminino, di una bellezza senza tempo.

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  3. Sono davvero lieta di essere stata ospitata nel vostro spazio.
    Grazie per l’apprezzamento dimostrato per il mio piccolo omaggio fotografico al mondo femminile.
    Anna

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  4. Innanzi tutto ringrazio per la scoperta, e poi devo dire che questi corpi mi fanno pensare ad una visione ancestrale dell’essere umano, un salto temporale, un bisogno primario o propriamente l’istinto. Complimenti.

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  5. Pingback: “Stanze del tempo” le donne di Anna Serrato « IMMA(R)GINE

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